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Appendino: "Non sono una sindaca sotto scacco" e il M5S scarica l'ex portavoce

 

È contrita in viso, cerca di ostentare sicurezza e serenità, ma a ingannarla c'è quel viso tirato. La sindaca di Torino, Chiara Appendino, entra in Sala Rossa - la sala del consiglio comunale di Torino - qualche minuto dopo le 17.30. Ad attenderla ci sono un plotone di giornalisti, la sua maggioranza e l'opposizione. 

La sindaca deve rendere conto delle voci che sono trapelate in questi giorni in relazione a una presunta estorsione nei suoi confronti a opera di Luca Pasquaretta, il suo ex portavoce. Le opposizioni vogliono sapere se è stata veramente ricattata, se può essere definita una "sindaca sotto scacco"; la sua maggioranza per bocca della sua capogruppo Valentina Sganga le rinfaccerà gli "errori commessi nella scelta delle persone". Luca Pasquaretta infatti non sarebbe mai stato gradito al Gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle in Comune. 

La sindaca si difende e ribadisce di essere serena, ma di non poter entrare nel dettaglio perché il suo interrogatorio è stato secretato per volere della Procura della Repubblica. E alle opposizioni risponde: "Se non fossi in grado di portare avanti il mio mandato, non lo farei". 

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