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Elezioni 2021, chi è Angelo D'Orsi il candidato sindaco che ha messo insieme i comunisti a Torino

Deluso da Appendino, definisce Damilano il 'Berlusconi torinese'

A Torino, questa volta, la sinistra non ha spaccato l'atomo e lo ha fatto, ironia della sorte, l'anno in cui centrosinistra e Movimento 5 Stelle non riescono proprio trovare una sintesi per arrivare a individuare un candidato. Nasce così quello che a tutti gli effetti si candida a essere il quarto polo per le prossime elezioni amministrative di ottobre. A guidarlo sarà Angelo D'orsi. 

D'Orsi è riuscito a mettere d'accordo tutti. A sostenere la sua candidatura sono ben sette differenti partiti che fanno riferimento alla sinistra radicale: Rifondazione Comunista, Dema, Sinistra Anticapitalista, Torino Solidale, PCI, Fronte Popolare, Potere al Popolo. L'obiettivo? Conquistare Palazzo Civico. 

"Io non voglio considerare neanche l'ipotesi del ballottaggio. Io lavoro per vincere e nel caso di ballottaggio, voglio essere uno dei due candidati in gioco", spiega Angelo D'Orsi che poi racconta come si è arrivati a formare il quarto polo, quello comunista, "È il primo miracolo che facciamo, possibile dal punto di vista politico se preparato con un lento lavorio ideologico e culturale". 

Un polo che nasce gioco-forza dalla delusione dal lavoro fatto dalla Giunta Appendino: "Confesso di aver votato Chiara Appendino. Questo movimento ha tradito le basi di partenza e ha portato avanti una politica di continuità con le Giunte precedenti. Non ne potevo più del Sistema Torino che si basava su PD, ma non c'è stato un cambio di gestione, ma di personale politico. In questa Giunta il miglior personaggio di spicco, Guido Montanari, è stato licenziato senza troppi complimenti". 

PD e 5 Stelle che per D'Orsi sono destinati alla sconfitta: "Sono esterefatto dalle dichiarazioni di Appendino e Carretta, segretario del PD di Torino, sul ballottaggio. Mi sembrano indicative dello stato di marasma che vivono. Sono due formazioni destinate alla sconfitta. Qui c'è un solo avversario che è il Belusconi torinese. Torino vuole ripetere l'errore fatto dall'Italia, affidarsi a un imprenditore di successo?", conclude D'Orsi. 

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