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Torino, gli ambulanti si incatenano in mezzo a Porta Palazzo: "Tra un po' le catene le mettiamo al collo"

Il settore extraurbano è stato nuovamente fermato

 

“Tra un po' queste catene ce le mettiamo qui”, dice disperata una delle ambulanti che questa mattina, martedì 23 marzo, ha occupato Piazza della Repubblica a Porta Palazzo. Il gesto è eloquente, la catena che le stringe il polso la porta fino all'altezza del collo simulando un'impiccagione. 

Si sentono così gli ambulanti torinesi che per l'ennesima volta, dopo oltre un anno di pandemia, sono stati fermati e hanno dovuto interrompere la loro attività. Ieri, lunedì 22 marzo, avevano già manifestato davanti alla Prefettura di Torino, ma oggi hanno voluto ribadire, con una protesta plateale, tutta la loro sofferenza. 

“Voglio appellarmi a chi ha un lavoro sicuro: mettetevi nei nostri panni, il vostro datore di lavoro vi dice che non avete più lavoro, che dovete stare a casa. Come reagite? Per chi ha affitti, mutui. Cosa provereste?”, urla esasperata la donna mentre la voce le si spezza per colpa della rabbia e della disperazione. 

“Noi abbiamo tantissime spese. Mettetevi nei nostri panni e cercate di capire cosa può provare una donna o una famiglia che viene costretta a non lavorare. Molti ambulanti si sono rassegnati o non hanno i soldi per la benzina o l'assicurazione per venire fino a lì. Non è uno scherzo il nostro, è una cosa seria”, continua la donna. 

'Queste sono le catene di un Governo incompetente' si legge nel cartello di uno dei manifestanti. Infatti le motivazioni della protesta sono sempre le stesse: al momento infatti non è stata data alcuna alternativa a questi commercianti che sono costretti a chiudere e a buttare la merce che hanno già acquistato, subendo inoltre la concorrenza di negozi e shop online. 

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