La sfida di Cirio ai colossi del web: una tassa speciale che durante il lockdown arriva al 30%

Il Governatore ne ha già parlato con le altre Regioni

Parte dal Piemonte la battaglia per una equa tassazione ai colossi del web. Paladino di questa mossa che bolla come 'liberale' è il presidente della Regione, Alberto Cirio. Approvata dalla Giunta da lui guidata la proposta di legge per la "Web tax Covid" che adesso dovrà iniziare il suo iter in consiglio regionale. Mossa successiva l'adozione della stessa legge da altri quattro consigli regionali, solo dopo si potrà richiedere che diventi una legge dello Stato. 

"Noi vogliamo essere i primi a tassare i colossi del web. Non abbiamo intenzioni punitive, ma di giustizia economica e rispetto della concorrenza", spiega Cirio che poi sottolinea come nei primi nove mesi del 2020 il commercio online abbia avuto un incremento del 31% diretta conseguenza della chiusura delle normali attività commerciali. 

"C'è stata una distorsione della concorrenza e oggi è necessario aiutare le attività che sono state chiuse. Queste risorse dobbiamo trovarle tassando le transazioni commerciali online durante il periodo del lockdown", continua Cirio. La proposta piemontese prevede di modificare la legge nazionale innalzando la tassazione dei colossi del web dal 3% attuale al 15%. Non solo però, perché la proposta di Cirio prevede che quel 15% diventi il 30% in periodo di lockdown. 

"Oggi un commerciante paga il 60% delle imposte allo Stato. Di fronte a questo il 3% non è un valore equo", continua Cirio, "Questi soldi andranno ai piccoli, ai negozi, a tutti coloro che per vivere devono tirare su una saracinesca. Una misura liberale perché giusta e che consente che tutti possano partire dallo stesso punto". 

Cirio intanto ha avanzato la proposta in sede di conferenza delle Regioni. 

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