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Piemonte zona rossa: Cirio non molla e la spunta sul Governo, il ministro ha chiesto i dati aggiornati alle Regioni

Domani Speranza parteciperà alla conferenza delle Regioni

 

Aveva chiesto al Governo chiarezza e che per stabilire la classificazione delle regioni (zone rosse, arancioni o gialle) venissero utilizzati dati aggiornati, utili a fotografare la situazione allo stato attuale delle cose. Il braccio di ferro tra Alberto Cirio e il ministro della Salute, Roberto Speranza, sembra avere un primo vincitore: il governatore piemontese. 

In giornata infatti il ministero ha richiesto alle Regioni i dati aggiornati e domani alle 13.30 il ministro Speranza parteciperà alla conferenza delle Regioni. Ad annunciarlo è lo stesso presidente del Piemonte: "Voglio capire dove sta la base delle decisioni. Non è una questione del Piemonte, ma è una questione generale", spiega Cirio, "Io capisco la logica che sta dietro all'individuazione del grado di rischio delle regioni italiane perché così ci si può rendere conto dell'appropriatezza delle misure". 

Il Governo ha dunque chiesto il reinvio dei dati del monitoraggio di tutte le regioni italiane. Questo potrebbe - il condizionale è d'obbligo in un momento tanto delicato - potrebbe portare a una nuova classificazione del grado di rischio ben prima dei quindici giorni stabiliti. "È un problema di attualità perché i dati sulla base dei quali è stato fatto il calcolo del Governo sono vecchi di dieci giorni", continua Cirio, "La fragilità del dato scientifico su cui si è basata questa classificazione è data dal fatto che quattro regioni non erano valutabili perché non avevano trasmesso i dati". 

Per il Piemonte in ogni caso la classificazione non dovrebbe cambiare e dovrebbe rimanere comunque zona rossa: "Se anche non cambiassero la posizione del Piemonte quello che conta è che ci sia una logica chiara di percorso del Paese di uscita dal virus. Il virus non guarda i confini geografici delle regioni. Il virus circola e tutti i governatori avevano chiesto allo Stato di mettere in atto una misura il più omogenea possibile, al massimo due zone. Scelta non accolta. Io con forza e rispetto chiedo che ci vengano spiegate nel dettaglio le ragioni di questa scelta", spiega Cirio. 

Domani, venerdì 6 novembre, in conferenza delle regioni verranno analizzati i nuovi dati presentati dalle Regioni. "Questo è un elemento del fatto che le nostre valutazioni non erano strumentali. Chiedo che tutte le Regioni vengano classificate per quelli che sono i dati reali", ha concluso Cirio. 

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