Sanità, svolta in Piemonte: dalla Regione 58 milioni di euro per assumere infermieri, oss e medici

Soddisfazione da parte dei sindacati

Cinquantotto giorni fa il mondo della sanità piemontese scese in strada per protestare contro Alberto Cirio e la sua Giunta. Il nodo della questione all'epoca era quello della stabilizzazione dei medici, infermieri e oss precari, coloro che durante il covid avevano prestato servizio senza sosta e che rischiavano di essere licenziati. 

A cinquantotto giorni di distanza dalla manifestazione che si tenne davanti al palazzo del consiglio regionale del Piemonte è arrivatta la svolta tanto attesa e quegli stessi sindacati che all'epoca protestavano, oggi hanno espresso soddisfazione per l'accordo che hanno firmato con la Regione Piemonte. 

L'accordo firmato da quasi tutti i sindacati del comparto medico (Cgil, Cisl, Uil, Fials, Fsi-Usai e Nursing Up) prevede la stabilizzazione di 1.137 precari del comparto sanità piemontese; la proroga fino a fine anno dei contratti a tempo determinato del personale sanitario e socio-sanitario in scadenza nel secondo semestre del 2022; e l'attivazione anche per il Piemonte del decreto Calabria che consente lo sforamento del tetto di spesa della sanità piemontese del 10% per un totale di 58 milioni di euro fino al 2024. 

"Il covid non va via per decreto", ha commentato Cirio, "dobbiamo rimanere attenti e vigili, e soprattutto dobbiamo smaltire le liste d'attesa. Ecco perché tutti coloro i quali svolgono un ruolo sanitario che avrebbero il contratto in scadenza in questi mesi verranno prorogati con risorse aggiuntive nostre fino alla fine dell'anno. È la prima volta che si inverte la tendenza. Il covid ci ha insegnato che sulla sanità non si taglia e che quando un anziano ha bisogno di essere curato da un medico, il medico deve esserci".  

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