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Mercoledì, 25 Maggio 2022

Torino, aumentano i casi di alcolismo tra i minorenni: li comprano online e fanno binge drinking

Inaugurato al Mauriziano il primo centro alcologico di Torino

Torino comincia a fare i conti con le macerie che sono rimasti all'interno della nostra società dopo due anni di pandemia. Tra i danni con i quali si deve fare i conti c'è l'alcolismo. Secondo i dati diffusi dall'Associazione Club Alcologici Territoriali sono oltre 3.500 le persone che nel 2020 sono finite in pronto soccorso per abuso di alcol, di questi il 4,3% erano minorenni e il 10% ragazzi dai 18 ai 24 anni di età. La causa? Anche la vendita online di prodotti alcolici a minorenni senza alcun controllo da parte delle piattaforme online. 

Anche per questo è stato aperto presso l'ospedale Mauriziano di Torino il primo centro alcologico della città, un servizio di day hospital multidisciplinare che è stato potenziato: "È un servizio potenziato anche perché i due anni di pandemia si teme possano avere un effetto negativo sull'innalzamento dei casi di abuso di sostanze alcoliche", spiega Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, "La fragilità umana è stata messa maggiormente a dura prova in questi due anni". 

Numeri preoccupanti che, soprattutto nel caso dei minori, vanno oltre il binge drinking, ovvero le abbuffate alcoliche: "Nel 2020 in Piemonte, nonostante il covid, sono stati registrati 3.500 accessi in pronto soccorso per abuso di alcol, 350 di questi per minori e altrettanti per ragazzi fino ai 24 anni", spiega Ivana De Micheli dell'associazione ACAT, "Il covid ha peggiorato la situazione perché durante il lockdown i ragazzi si facevano portare l'alcol a casa. Non c'era controllo sulle piattaforme online che li vendevano e le vendite sono aumentati del 190% e in alcuni territori del 220%".

Così il Mauriziano ha deciso di mettere in campo un approccio multidisciplinare: "L'ospedale Mauriziano è 30 anni che si occupa di pazienzi che sono colpiti da abuso di alcol", racconta Maurizio Dall'Acqua, direttore generale dell'ospedale, "Il nostro sarà un approccio multidisciplinare perché ci sarà un medico gastroenterologo specializzato in alcologia e un neurologo, più infermieri e psicologici che si prenderanno carico dei pazienti e delle loro famiglie". 

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