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Torino, ristoratori e baristi in piazza: "A novembre abbiamo perso il 95% dei nostri incassi. Fateci riaprire"

Le richieste: meno tasse e aiuti per gli affitti

 

Dal 26 di ottobre hanno dovuto abbassare la saracinesca della loro attività e non l'hanno potuta più risollevare. Sono i ristoratori e baristi torinese, 15.000 in tutta la provincia. Secondo Confesercenti il settore ha avuto perdite economiche nel mese di novembre del 95%. 

"Siamo stati ricevuti dal Prefetto per manifestare tutta la nostra difficoltà", spiega Giancarlo Banchieri di Confesercenti, "Siamo chiusi dal 26 di ottobre, probabilmente riapriremo a pranzo il 13 dicembre, ma non si sa quando riapriremo la sera". Un problema grosso perché molte attività di ristorazione lavorano solo la sera. 

"Abbiamo chiesto di poter riaprire il prima possibile, ma abbiamo bisogno anche di condizioni diverse nel 2021 per poter onorare i carichi di debiti che ci stiamo facendo quest'anno con lo Stato, con le banche, con i fornitori. Vogliamo meno costi di azienda, altrimenti sarà impossibile onorare i debiti che stiamo facendo", continua Giancarlo Banchieri di Confesercenti.

Infine le richieste: "Vogliamo meno costo del lavoro, un aiuto sugli affitti e di pagare meno la tassa rifiuti. Io dico che noi così non possiamo andare avanti. Noi a oggi non sappiamo ancora quando riapriremo. Solo a Torino ci sono 6.000 aziende di somministrazione, in provincia sono 15.000 e in regione 30.000. Nel mese di novembre facendo solo asporto abbiamo perso tra il 90 e il 95% di fatturato". 

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