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Fase 2, Appendino: "Non possiamo più chiedere di stare a casa senza immaginare il futuro"

Il trasporto pubblico dovrà essere ripensato

 

La famosa "Fase 2" sarà un ritorno graduale a una normalità che non sarà certamente quella a cui eravamo abituati. È Chiara Appendino a dirlo e lo fa parlando agli utenti della propria pagina facebook, in uno dei video quotidiani che pubblica per rispondere alle loro domande. 

"È evidente che non possiamo più chiedere ai torinesi di continuare a restare a casa senza iniziare, con i tempi previsti e in massima sicurezza, della ripartenza. Con il virus dovremmo convivere fino a quando non ci sarà il vaccino", continua la prima cittadina. 

"Abbiamo fato un appello affinché la riapertura veda tutte le regioni del nord allineate", dice la sindaca che poi spiega che una riapertura della Lombardia e non del Piemonte creerebbe tensioni sociali ed economiche.

"Dovremo essere responsabili nei nostri movimenti e con il distanziamento sociale. Alcuni servizi, come per esempio il trasporto pubblico locale, dovrà essere fortemente riorganizzato. Con il Politecnico stiamo capendo quali sono quegli interventi necessari per fare in modo che la ripartenza avvenga in sicurezza perché non possiamo permetterci un ritorno a quel che è successo all'inizio", prosegue Appendino. 

Uno dei grandi temi che dovrà essere affrontato dalla Città sarà il tema della mobilità: "Dobbiamo ragionare in ottica di mobilità collettiva con accessi contingentati ai mezzi e più personale che controlli gli assembramenti, ma anche ragionare sulla mobilità individuale e sostenibile. Serviranno certamente investimenti importanti perché non possiamo pensare di mantenere il trasporto pubblico come era qualche mese fa", conclude la sindaca. 

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