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Tav, attacchi al cantiere: 14 misure cautelari nei confronti di antagonisti e leader di Askatasuna

 

La Digos di Torino ha eseguito 14 misure cautelari per l'assalto al cantiere della TAV del 27 luglio scorso. Le indagini hanno consentito di accertare la strategia di tutti gli episodi di violenza avvenuti e di ricondurre l'organizzazione a due leader del centro sociale Askatasuna. 

I due si sono avvalsi dell'aiuto di altri militanti per coordinare anche diversi manifestanti antagonisti giunti da Modena, Vicenza, Padova e Parma. È ancora in corso l'analisi delle immagini video acquisite in quella giornata. 

I fatti risalgono al 27 luglio del 2019 quando era in atto la quarta edizione del "Festival dell'Alta Felicità" a Venaus, parteciparono alla manifestazione 3mila persone.

Nell'ambito di quella manifestazione si tenne un corteo che partito da Venaus arrivò fino alla cancellata metallica posta a un chilometro dal cantiere della TAV. 

Un centinaio di manifestanti camuffati assaltarono la cancellata aprendosi un varco e effetuarono un lancio di pietre contro le forze dell'ordine. Vennero lanciate anche 50 bombe carta. 

A finire in carcere i due leader storici di Askatasuna Giorgio Rossetto e Mattia Marzuoli con l'accusa di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, danneggiamento, camuffamento e inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità. Per sette militanti di Askatasuna è stato disposto il divieto di dimora nei Comuni della Val Susa. 

Coinvolti anche tre esponenti dei centri sociali di Modena, uno di Parma e uno di Vicenza. Per loro divieto di dimora in provincia di Torino. Anche per loro l'accusa è di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, danneggiamento, camuffamento e inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità.

La Digos di Torino ha effettuato anche 16 perquisizioni.

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