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Domenica, 28 Novembre 2021

I rom ve li racconto io, la denuncia dell'attivista: "In via Germagnano un fallimento e hanno sdoganato il pregiudizio"

Dopo gli sgomberi

L'amministrazione comunale di Torino negli ultimi anni ha sdoganato l'antiziganismo, ovvero l'odio o il pregiudizio nei confronti dei rom. A dirlo è Igor Stojanovic, presidente dell'associazione 'Centro socio culturale rom, sinti e caminanti per il futuro' e mediatore culturale. Lui del contrasto alla discriminazione nei confronti dei rom ne ha fatto una ragione di vita ed è un attivista molto conosciuto nel torinese. 

Le sue sono parole forti che vanno in aperto contrasto con la visione che l'amministrazione comunale negli ultimi anni ha voluto dare delle politiche di superamento dei campi rom a Torino. Ultima occasione l'intervista che la sindaca ha rilasciato martedì 9 marzo al quotidiano La Repubblica nella quale ha rivendicato il superamento del campo rom di via Germagnano come un successo per l'amministrazione comunale "senza un approccio securitario, togliendo un pezzo di narrazione alla destra", ha dichiarato la sindaca Chiara Appendino. 

Di parere diametralmente opposto è invece Igor Stojanovic: "Quel bellissimo sogno che doveva essere il superamento del campo rom di via Germagnano è finito veramente male", spiega, "In quel campo c'era la prima parte composta da rom storici di origine bosniaca e poi c'era una seconda parte di abusivi provenienti dalla Romania. I rom regolari, quelli che avevano le casette fatte dalle vecchie amministrazioni di Torino tanto per capirci, sono quasi tutti cittadini italiani e avrebbero dovuto ricevere un accompagnamento alloggiativo e lavorativo". Stojanovic usa il condizionale perché in realtà nei fatti quell'accompagnamento sarebbe arrivato solo in parte. 

"Hanno sgomberato la parte dei rom regolari senza dargli un accompagnamento e la maggior parte delle persone si sono trovate a dormire nei camper o in macchina in giro per la città e nei parcheggi", denuncia l'attivista, "Alcuni sono stati ospitati dai parenti. Nonostante il progetto avesse come budget un bel fondo economico, il Comune di Torino o chi per esso non è riuscito a trovare alloggi da mettere a disposizione di queste persone. Cosa che ha portato a 55 occupazioni di appartamenti ATC".

Sgombero del campo rom di via Germagnano che arriva in piena emergenza pandemica e secondo Stojanovic sarebbe proprio questo il motivo principale delle occupazioni di case ATC: "I rom vivevano in mezzo alla strada una volta sgomberati da via Germagnano. Solo pochi hanno avuto un accompagnamento, il resto delle persone avevano paura e in qualche modo si sono dovuti arrangiare". 

Poi l'affondo che è frutto di una riflessione lunga cinque anni: "Quello che negli ultimi anni è stato sdoganato è l'antiziganismo. Da quando si è passati dal parlare di 'comunità rom' a 'problema rom', il rom viene trattato come un pacco dell'immondizia da spostare". 

Ma chi ha sdoganato l'antiziganismo? "A sdoganare l'antiziganismo è stata l'amministrazione comunale. Prima hanno tolto il diritto alla scuola non mandando più il pulmino al campo di strada dell'Aeroporto, poi hanno smesso di fare accompagnamenti alloggiativi e via dicendo. A Torino c'erano 3.000 rom, oggi nei campi non ci sono più di 200 persone".

Ultimamente è stata sollevata la questione dell'insediamento di Strada del Villaretto però. "Il campo di Strada del Villaretto non era un campo abusivo, ma quello che deve essere il futuro dei rom. Siccome non ci possono essere più i campi e l'ultima legge regionale sul turismo fa sì che un rom, un cittadino qualunque o un turista non possa sostare per più di un tot di ore in uno stesso punto, la soluzione sono le micro aree. Molti si sono comprati delle micro aree e pagano le utenze. Mi preoccupa l'attacco alle micro aree: se un rom non può stare dentro una casa, un campo o una microarea, dove deve stare?". 

Stojanovic parla dell'emendamento presentato da Maurizio Marrone, assessore alla semplificazione della Regione Piemonte, alla legge regionale sul turismo itinerante. La legge prevedeva il pagamento di una sanzione pecuniaria per chi stanziava con tende o veicoli al di fuori delle aree da campeggio consentite, con la modifica invece viene consentito il sequestro amministrativo del mezzo.

"Un camper per un rom è una casa. Un rom su quattro vive all'aperto, se gli viene vietato di vivere nei camper non ha più modo di vivere", conclude Stojanovic. 

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