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Decreto Liquidità, pronto il piano della Guardia di Finanza contro le infiltrazioni mafiose in Piemonte

Recuperati 1,5 miliardi di euro di evasione fiscale

 

Soltanto nel 2019 in Piemonte la Guardia di Finanza ha recuperato risorse economiche per un miliardo e 500 milioni di euro derivanti dall'evasione fiscale. Un lavoro che per il generale Giuseppe Grassi, comandante regionale in Piemonte delle fiamme gialle, ha un valore enorme anche dal punto di vista sociale: "L'intervento della Guardia di Finanza è importante anche in ambito sociale perché non è soltanto il discorso dell'evasione fiscale che noi andiamo a colpire sistematicamente, ma si tratta di risorse sottratte al bene comune". 

In Piemonte nel 2019 sono stati individuati 771 evasori totali, ovvero individui che sono inesistenti per il fisco. Inoltre sono stati segnalati recuperi all'IVA per oltre 160.000.000 di euro: "Si tratta di risorse che vengono tolte ai cittadini, specialmente in questo periodo di crisi", continua Grassi che poi spiega come la Finanza si sia preparata ad affrontare la Fase 3 dell'emergenza coronavirus. 

"Noi siamo già pronti con una serie di analisi interne ed esterne al territorio piemontese per prevenire che, sfruttando il Decreto Liquidità, ci possano essere infiltrazioni mafiosi nel tessuto economico-sociale di questa regione. Bisogna intervenire subito per tutelare le aziende sane. Questo per noi diventa importante", continua il generale Grassi. 

Infine la delicata questione della bancarotta fraudolenta che incide in modo diretto sulla vita dei lavoratori, un esempio recente il caso dell'ex Embraco di Riva presso Chieri: "Nelle indagini che noi facciamo abbiamo scoperto che questi "imprenditori" che hanno delocalizzato le attività pur avendo i finanziamenti da parte dello Stato, hanno distratto dalle proprie aziende 2,3 miliardi di euro. Noi facciamo sistema anche per garantire l'occupazione dei lavoratori piemontesi", conclude il generale Grassi. 

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