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Covid, l'allarme del virologo Di Perri: "È il momento più difficile e incerto di tutta la pandemia"

Difficile pensare a un miglioramento della situazione entro il prossimo mese

 

È il momento più difficile e incerto di tutta la pandemia. A dirlo è Giovanni di Perri, responsabile del reparto di Malattie infettive dell’Ospedale Amedeo di Savoia di Torino. Il rischio è che se non si troverà una strategia di contenimento del virus, anche in relazione alle varianti che stanno circolando tra la popolazione, l'emergenza possa durare ancora a lungo. 

Da oggi siamo in zona arancione: possiamo sperare in un miglioramento a breve o le cose potrebbero peggiorare e virare verso una zona rossa? "Stanno oggettivamente peggiorando", spiega Di Perri, "Sui vaccini abbiamo problemi legati alle forniture e a una programmazione che non può essere seguita come sperato inizialmente. In questa fase elementi di ottimismo a breve termine non ne vedo. Se tra un mese disporremo di più vaccini, beh la prospettiva cambierà". Dire però cosa succederà tra un mese a oggi è impossibile. 

Dunque dobbiamo aspettarci che le cose in questo mese peggiorino? "Non voglio dire che possono solo peggiorare. Certamente in questo momento abbiamo un aumento importante dei casi e abbiamo qualche incognita circa la responsabilità della variante. Ciò vuol dire che con le varianti cambiano le regole di ingaggio, cioè tutto quel che è stato fino adesso il rapporto tra cittadini e virus cambia a favore del virus in termini di aumentata contagiosità. Se ciò è vero, a breve termine non abbiamo le premesse per una rapida diminuzione", continua Di Perri che poi spiega che ci sono anche oggettive difficoltà nel sistema di tracciamento dei contagi. 

"Adesso i numeri sono alti e non permettono la prevenzione attraverso il tracciamento dei contagi", dice Di Perri, "Il tracciamento ha come principio la tempestiva localizzazione e test dei contatti di un caso accertato. Lo si può fare entro i 200 casi quotidiani, quando sono mille lo si fa, ma il suo principio di strumento di prevenzione non funziona più".  

Perché è il momento più delicato della pandemia? "Certamente però questo è il momento più difficile e incerto di tutta la pandemia perché c'è l'incertezza delle conseguenze delle varianti non tanto sulla contagiosità, quanto sulla gravità clinità e sulla risposta ai vaccini; c'è l'incertezza sulla quantità di vaccini di cui potremo disporre a breve termine e sull'effetto che questi avranno nel domare l'epidemia", spiega Di Perri che poi conclude, "Se i vaccini avranno un'efficacia ridotta dalla presenza delle varianti occorrerà ricalcolarli. Allungherà la vicenda. I vaccini possono essere riformulati sulla base delle varianti però questa strategia di rincorsa alla variante se siamo troppo lenti rischia di durare troppo a lungo". 

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