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Ad agosto aperti 4 alberghi su 10: crolla il fatturato del settore, paura per fine anno

Si prevede un calo dell'70% entro il 2020

 

Non è stato un agosto positivo per il settore alberghiero torinese, ma a destare ancora più preoccupazione sono le proiezioni per i prossimi mesi: si prevede un calo di fatturato che si aggira intorno al 70%. Non è la prima volta che il settore lancia un grido di allarme

È vero, agosto non è mai stato un mese di punta per il settore alberghiero torinese, ma i numeri registrati quest'anno sono particolarmente allarmanti: hanno aperto solamente 4 alberghi su 10 e la percentuale di occupazione delle stanze nelle strutture aperte è stata solamente del 25%. A dare una mano al settore il voucher messo in campo dalla Regione Piemonte che, però, ha avuto un'incidenza maggiore in montagna e non in città. 

"Alcune strutture avevano aperto a lugio, ma ad agosto hanno deciso di chiudere in considerazione di un rallentamento dei flussi turistici", spiega Fabio Borio, presidente di Federalberghi Torino, che poi aggiunge, "Se la tendenza rimarrà questa avremo una perdita del 70% del fatturato. Visti i gravi cali dei fatturati immaginiamo che ci saranno delle integrazioni agli aiuti che sono stati dati dal Governo fino a oggi. Anche perché in mancanza di lavoro le strutture ricettive non possono durare in eterno. Si sono indebitate per superare il momento, ma così non si può andare avanti".

Quali sono le principali problematiche? "Si dovrà capire come evolve il mercato e come attrarre i flussi per come li immaginavamo prima. Il distanziamento crea riduzione nel mercato. Immaginiamo i convegni che sono diminuiti perché le sale vengono ridotte come capienza, ma anche gli stadio chiusi che portavano tifosi in città. Fino a quando non ci sarà il vaccino si deve immaginare a come sopravvivere. Quel che è un problema sono le mancanze di trasferte e lo smart working. Speriamo che gli eventi che sono in programma possano essere svolti in sicurezza. Dobbiamo vivere con la consapevolezza e non con la paura", ha concluso Fabio Borio. 

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