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Amazon, i dipendenti bloccano gli stabilimenti: "Siamo precari, sfruttati e non ci garantiscono sicurezza sul lavoro"

Sciopero nazionale

 

Hanno manifestato anche in Piemonte i dipendenti di Amazon di Cherasco, Fubine, Vercelli, Torrazza Piemonte e Brandizzo questa mattina, lunedì 22 marzo, a partire dalle 6 del mattino. Sono scesi in strada per protestare contro i ritmi frenetici che devono garantire, ma anche per chiedere sicurezza e garanzie sul loro contratto.  

“Siamo in bilico perché Amazon vorrebbe che le nuove aziende non fossero obbligate ad assorbire i dipendenti delle vecchie ditte appaltatrici nel caso di un cambio di appalto", spiega Donato Pasero, della Uil Trasporti, in presidio davanti alla sede di Brandizzo. Solo in questa sede i corrieri di Amazon, coloro che potrebbero essere maggiormente colpiti da questa clausola contrattuale sono oltre 400. 

Gli appalti per le ditte che si occupano di consegne mediamente durano un anno e al momento sono incaricate aziende con numerosi dipendenti l'una. Amazon starebbe anche incentivando economicamente la formazione di piccole ditte di consegna garantendo i servizi necessari per avviare l'attività, come per esempio i furgoni, in cambio di una minima cifra economica. 

"Siamo qui per i ritmi di lavoro che abbiamo, non indifferenti: dobbiamo fare 150 consegne nell’arco di 7 ore e mezza. Siamo mine vaganti, dobbiamo rispettare le tempistiche e le consegne nei tre minuti come loro vogliono. A Brandizzo siamo almeno 400 corrieri”, conclude Donato Psero, della UIL Trasporti. 

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