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Zerbo, Cecco ed Embalo: segnatevi questi nomi...

La 32° edizione del Maggioni-Righi di Borgaro per Allievi si è confermata la solita vetrina di talenti: sugli scudi la punta del Palermo, il centrocampista del Chievo e l'esterno dell'Etoile Lusitana

Si scrive Pasqua ma, nel mondo del calcio piemontese, si legge Maggioni-Righi. Giunto alla sua 32° edizione, anche quest’anno il torneo internazionale di Borgaro riservato alla categoria Allievi ha saputo soddisfare l’esigente palato degli appassionati. Dopo due successi stranieri consecutivi, nel 2011 la rassegna è tornata a parlare italiano: in una finale tutta tricolore, infatti, il Chievo Verona ha schiantato per 2-0 il Palermo.

Ma, al di là del risultato sportivo, il Maggioni-Righi è anche e soprattutto vetrina annuale per i migliori talenti in rampa di lancio, tanto italiani quanto d’oltre confine: lo testimonia l’assidua presenza in tribuna di fior fiore di osservatori e procuratori. L’edizione di quest’anno non ha fatto certo eccezione, con in particolare emissari di Manchester City, Fulham e Newcastle ad attirare l’attenzione dei presenti. I loro occhi si sono innanzitutto concentrati su alcuni interessanti prospetti dell’Etoile Lusitana, rappresentativa del Senegal alla prima apparizione a Borgaro. Ma se dovessimo scommettere qualche spicciolo sul roseo futuro di alcuni dei ragazzi passati per il Maggioni-Righi in questa edizione, punteremmo innanzitutto su due assoluti protagonisti proprio dell’ultimo atto...

Il giocatore che ha probabilmente impressionato di più il pubblico di Borgaro è colui il quale era anche il più atteso alla vigilia. Ed è risaputo come non sia mai facile, in un simile contesto, rispettare appieno le aspettative, soprattutto se molto alte. C’è invece riuscito Gabriele Zerbo, punta del Palermo balzato agli onori delle cronache quest’anno per aver esordito in Europa League con mister Delio Rossi ad appena 16 anni. Al Maggioni-Righi si è avuta conferma che non si sia trattato di una comparsata fine a se stessa: il ragazzo ha talento e ha dimostrato di essere un calciatore già quasi “finito” nel suo processo di maturazione. Punto di riferimento in attacco per l’intera squadra, ha trascinato in finale il suo Palermo a suon di gol, ma anche di assist. Zerbo ha infatti mostrato di possedere, oltre ad ottimi piedi, anche una preziosa intelligenza: per nulla individualista, ha spesso preferito mettere nelle condizioni ideali per battere a rete un compagno piuttosto che cercare l’iniziativa personale, rientrando anche in pressing a metacampo e spronando i suoi nei frangenti più delicati della manifestazione. Da vero leader.

E chi davvero è stato leader, con tanto di fascia da capitano al braccio, del Chievo Verona vincitore è Edoardo Cecco. Centrocampista spiccatamente moderno, si è imposto all’attenzione del pubblico partita dopo partita, mettendo in mostra tutte le proprie qualità sia in fase difensiva che offensiva. Perno degli scaligeri in mediana, dal primo match delle eliminatorie sino alla finalissima ha palesato grandi doti di palleggio, talvolta gestendo in maniera pulita e sicura il pallone e talvolta indovinando precisi spioventi ed improvvisi cambi di gioco. Uno spiccato senso della posizione ed un buon fisico ne hanno esaltato il ruolo anche in fase di interdizione, mentre il gol che ha spalancato le porte al successo del Chievo in finale è stata la classica ciliegina sulla torta. E ha sentenziato come Cecco veda con facilità lo specchio della porta avversaria e come possa essere prezioso il suo destro sui calci da fermo: è infatti arrivata con una precisa e potete punizione la marcatura nell’ultimo atto col Palermo.

Tra i prospetti stranieri, in un’annata in cui le spedizioni di Spartak Mosca e Borussia Dortmund si sono dimostrate un gradino inferiori rispetto alle precedenti, è indubbiamente spiccata la verve offensiva di Carlos Apna Embalo, esterno dell’Etoile Lusitana. Si vocifera che gli emissari inglesi fossero giunti a Borgaro per vagliare i nomi del difensore centrale Lamine Ba, della punta Alioune Fall e del rifinitore Mamadou Lamarana Diallo, ma di certo saranno tornati Oltremanica con un nome in più appuntato sul taccuino. Embalo si è dimostrato costante spina nel fianco delle difese avversarie, scardinando le retroguardie a suon di dribblig e sgroppate in fascia. Vale più di mille parole il trattamento riservatogli dai difensori della Juventus nella seconda giornata, ubriacati dalle sue raffinate giocate: qualche intervento oltre il limite del lecito, un paio di cartellini gialli ed il talento africano è stato costretto ad abbandonare il terreno di gioco sostenuto a braccia dai compagni. Salvo poi ripresentarsi in campo il giorno dopo e tornare, come se nulla fosse, a dare spettacolo.
 

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