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Simone Verdi: dal Milan al Toro per diventare un campione

Classe '92, è arrivato sotto la Mole in compartecipazione con la società rossonera. Piccolo di statura, ma con un grande talento e sta iniziando a farlo vedere

C'era chi qualche settimana fa si chiedeva come mai il Torino avesse ceduto Comi al Milan al posto di un altro giovane attaccante della Primavera rossonera, un certo Verdi. Il primo pensiero andava di certo sull'ennesimo talento cresciuto nelle giovanili granata, che lasciava la base ad un passo dalla prima squadra. Un anno prima era successo con il difensore Benedetti, ceduto all'Inter.

Dall'amichevole di ieri, Torino-Feltrese finita 3-0, si ha invece la consapevolezza di aver portato sotto la Mole un piccolo campioncino. Piccolo perché la stazza non è certa quella di attaccanti più esperti, ma i piedi compensano al meglio. Proprio Simone Verdi ha sbloccato il risultato contro la squadra di Eccellenza alla mezz'ora del primo tempo con una gran conclusione a giro da fuori area. Rete simile, ma col piede opposto, a quella messa a segno contro il Palermo il 14 aprile 2010 nella finale di Coppa Italia Primavera. I telecronisti di Sky lo nominarono Verdinho per il suo estro e la sua fantasia.

Classe 1992, nato il 12 luglio a Broni (provincia di Pavia), Verdi è alto 171 cm per 61 kg. Negli ultimi due anni ha fatto parte della Primavera del Milan, diventandone il leader in campo e guadagnandosi la stima di Leonardo prima e Allegri dopo, che lo hanno premiato aggregandolo spesso al gruppo della prima squadra, con cui ha esordito ad inizio 2010 in Coppa Italia contro il Novara. La convocazione più memorabile risale ad una trasferta di Champions League a Madrid contro il Real. Addirittura nel primo anno con la formazione Primavera di Stroppa ha messo a segno 8 reti in sole 10 presenze in campionato.


Con il Torino ha l'opportunità di mettersi in mostra nel "calcio dei grandi". I tifosi granata sperano che possa rivelarsi il nuovo El Shaarawy e con il modulo di Ventura si potrebbero vedere delle giocate davvero. Verdi è infatti sì un attaccante, ma gli piace giocare in posizione decentrata per poter tentare la conclusione e sfornare assist. E se questi dovessero essere per la testa di Rolando Bianchi, sarebbe tutto ancora più semplice.

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