menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Con Bearzot e Tardelli dopo il gol qualificazione all'Inghilterra per i mondiali 1978

Con Bearzot e Tardelli dopo il gol qualificazione all'Inghilterra per i mondiali 1978

Roberto Bettega fa 70 anni: otto curiosità sul campione torinese

I record e i particolari poco noti della vita di Bobby gol, nato a Torino il 27 dicembre 1950

Roberto Bettega compie oggi 70 anni. Il grande attaccante della Juventus degli anni '70 e '80 (e dirigente bianconero fino al 2010, uscito indenne da Calciopoli e da un'altra indagine per falso in bilancio), noto anche con il soprannome di Bobby gol, è stato uno dei calciatori più iconici e riconoscibili del calcio italiano che fu, grazie alle sue doti tecniche e ai suoi gol ma anche per i suoi capelli che divennero bianchi quando era ancora giovanissimo (come un altro numero 11 bianconero, Fabrizio Ravanelli). 

Eppure ci sono dettagli della sua biografia e della sua carriera che sono poco noti anche tra i tifosi juventini. In occasione del suo 70esimo compleanno, abbiamo raccolto alcune curiosità sulla vita di Roberto Bettega.

Roberto Bettega è nato a Torino

Bettega è nato esattamente 70 anni fa a Torino. Il suo cognome non è però torinese, e neanche piemontese, bensì veneto. La sua famiglia era infatti originaria del Nord est, ma suo padre si trasferì a Torino per diventare operaio della Fiat: in un certo senso, quindi, si può dire che il suo destino era legato al mondo bianconero e alla famiglia Agnelli da ancor prima che nascesse. 

Tutte le giovanili in bianconero

E nell'ambiente Juve Bettega ci entrò personalmente quando era ancora un bambino. Aveva poco più di dieci anni, infatti, quando vestì la maglia bianconera per la prima volta, e la indossò per tutto il settore giovanile e per quasi tutta la sua carriera.

L'esordio tra i professionisti col Varese di Liedholm

Il suo esordio nel calcio professionistico, però, non fu con la Vecchia Signora, ma con un "vecchio signore" del calcio italiano: Niels Liedholm. L'ex attaccante del Milan, futuro grande allenatore dello stesso Milan e della Roma, nel 1969 aveva visto una partita tra le formazioni giovanili della Juve e del Varese, di cui allenava la prima squadra in Serie B.

Chiese quindi alla società bianconera il prestito del giovanissimo attaccante, e la Juve acconsentì per permettere a Bettega di "farsi le ossa" in B per non bruciarsi in A. Fu un successo: nel 1969-70, la sua unica stagione col Varese, segnò 13 gol, risultando capocannoniere del campionato cadetto (insieme a un certo Ariedo Braida, anche lui futuro importante dirigente sportivo, al Milan) e trascinando i lombardi in Serie A, prima di tornare a casa a Torino.

Bettega e la tubercolosi: "Sarebbe stato il più grande"

All'inizio degli anni '70, però, la carriera di Bettega fu ostacolata da un problema non da poco: si ammalò infatti di tubercolosi. Convisse con la malattia per qualche tempo, anche se ciò gli causava problemi di respirazione, poi a metà della seconda stagione con la Juve, nel 1972, dovette fermarsi per diversi mesi prima di tornare in campo.

Secondo Giampiero Mughini, giornalista e noto tifoso juventino, senza la tubercolosi Roberto Bettega sarebbe potuto diventare il più grande calciatore dell'era moderna. 

Il bomber torinese più prolifico di sempre

Ciononostante, Bettega è il calciatore nato a Torino che ha fatto più gol di tutti. 178 gol in bianconero (179 se si considera la rete nel Trofeo Nazionale Armando Picchi, che si disputò solo nel 1971 e che fu l'antesignano della Supercoppa Italiana), a cui vanno aggiunti i 13 gol in B col Varese, i 19 gol con la Nazionale e gli 11 goals segnati all'estero (vedi sotto). 

Non solo: i 178 gol segnati alla Juve ne fanno il terzo marcatore della storia del club, dietro solo a Boniperti (179) e a Del Piero (289), con 6 gol di vantaggio su David Trezeguet.

Dietro Bettega, nella classifica dei goleador torinesi, c'è Sandro Mazzola, che con l'Inter segnò 162 volte, più le 22 marcature con la maglia azzurra. Staccati altri campioni torinesi come Claudio Marchisio e Sebastian Giovinco. 

Da Torino a Toronto: Bettega e il Canada

A proposito di Giovinco, forse pochi ricorderanno che anche Bettega, dopo aver lasciato la Juve, giocò per qualche anno in Canada. E proprio come Sebastian, Roberto andò da Torino a Toronto: all'epoca la squadra si chiamava Toronto Blizzards, e Bettega vi rimase per due stagioni, totalizzando 48 presenze e segnando 11 gol.

Bettega e McDonald's

Fu forse l'esperienza di fine carriera in Canada che ispirò un'idea imprenditoriale di Bettega, una volta appesi i proverbiali scarpini al chiodo. A inizio anni '90, infatti, Bettega divenne proprietario del ristorante Mc Donald's di piazza Castello, che per tanti anni è stato l'unico della catena di fast food americana presente a Torino. 

L'Estadio Roberto Bettega

Infine, la fama internazionale del torinese Roberto Bettega è confermata da una storia davvero curiosa. A Bettega, infatti, era intitolato lo stadio in cui dal 2002 al 2014 ha giocato il club Tacuary, squadra di Asunciòn, capitale del Paraguay. L'impianto fu denominato in suo onore dall'allora presidente del club Francisco Ocampo, che probabilmente aveva apprezzato le gesta di Bobby-gol durante i mondiali del 1978 in Argentina. 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

TorinoToday è in caricamento