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Allegri via dalla Juve, stavolta di sua iniziativa? I dubbi restano, lui non si sa

Il numero di estimatori di Allegri è rimasto elevatissimo anche quest’anno, in cima alla lista delle pretendenti c'è il Chelsea

L’ex collega e amico Giovanni Galeone conferma le voci che vorrebbero Allegri in procinto di trasferirsi al Chelsea. Dato il contesto, una decisione che avrebbe dell’incredibile; ma anche l’approdo alla Juve fu imprevedibile e duro da accettare

Allegri via dalla Juve, Allegri al Chelsea, Conte bis alla Juve: se non fosse per l’ipotesi d’Oltremanica, si potrebbe pensare a un revival fuori tempo dei desideri di milioni di bianconeri espressi nell’estate 2014. Poi arrivò il quarto scudetto di fila, la decima Coppa Italia dopo un ventennio di astinenza e la finale di Champions League persa ma giocata (quasi) alla pari con gli alieni del Barcellona. Gli amanti della Vecchia Signora hanno imparato ad apprezzare lo stile (e i risultati) del tecnico livornese, dimenticando le battute polemiche dei tempi rossoneri e anche la juventinità dell’ex mister leccese, in effetti appannata da quando siede sulla panchina della nazionale.

Così, nonostante un primo quarto di campionato da retrocessione, il numero di estimatori di Allegri è rimasto elevatissimo anche quest’anno, mentre si è di molto ridotto il novero di chi vorrebbe il ritorno del vecchio capitano. Eppure oggi siamo di nuovo qui: via Allegri, ritorna Conte. Ma appunto, la differenza tra la situazione odierna e quella di un anno e mezzo fa è tutta nella destinazione di Allegri: non più il divano di casa o una squadra minore, ma il Chelsea del celebre Roman Abramovic, colui che in pochi anni ha imposto a suon di acquisti milionari i blues nel calcio che conta britannico da cui erano esclusi. Un po’ come se, d’improvviso, la Juve non fosse abbastanza per le ambizioni di Massimiliano Allegri, assurto in poco più di un anno nel gotha dei tecnici, insieme a nomi come Guardiola, Ancelotti o Mourinho, proprio colui che dal Chelsea è stato allontanato poche settimane fa.

Certo, il miracoloso Leicester di Claudio Ranieri ha fatto schizzare verso l’alto il gradimento britannico verso il modo di fare calcio nostrano. E da Ancelotti a Capello, passando per Zola, Di Matteo (vincitore dell’unica Champions dei blues), Vialli e Di Canio, la Premier League è sempre generosa con i nostri emigranti di lusso. In più, l’ex tecnico e amico di Allegri, Giovanni Galeone, si è detto convinto che la destinazione per l’anno prossimo del livornese è a Stamford Bridge (anche se, di recente, il rientrante giallorosso Spalletti si è detto deluso dalle esternazioni critiche del suo amico Zeman, mai manifestategli personalmente). E infine è vero che il contratto di Allegri è in scadenza nel 2017 e il rinnovo ancora non è all’ordine del giorno. Tuttavia, per chi ha imparato a conoscere e apprezzare lo stile allegriano, viene difficile credere che, mentre è impegnato nella rincorsa al Napoli e nella preparazione degli ottavi di Champions contro il Bayern Monaco, Allegri abbia tempo e voglia di intavolare una trattativa per sedersi sulla panchina di una squadra che – nomi altisonanti a parte – sembra giunta alla fine di un ciclo e bisognosa di una rifondazione. Ma del resto, chi avrebbe previsto l’arrivo e i successi di Allegri alla Juve, prima dell’annuncio ufficiale?

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