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Match scudetto Juve-Napoli, Liguori costretto a scusarsi per le illazioni sugli arbitri

Il direttore del TGcom chiude la vertenza di mediazione con l'AIA: evitato il processo con la beneficenza agli abitri vittime di violenza e le scuse ufficiali

E alla fine sono arrivate le scuse di Paolo Liguori. Il direttore del TGcom è stato costretto a fare pubblica ammenda e a pagare una sorta di multa per evitare il processo che lo avrebbe visto contrapposto all’Aia, l’associazione italiana arbitri.

Come ricorderanno molti tifosi juventini, Liguori aveva pronunciato parole gravemente offensive della reputazione della classe arbitrale italiana prima di Juventus-Napoli del 13 febbraio, match fondamentale per la corsa scudetto. Liguori, ospite della trasmissione di Italia 1 Tiki Taka, si era detto sicuro che qualche episodio arbitrale avrebbe favorito la Juve, alludendo al (solito) complotto pro-Juve paventato a ogni successo bianconero. “Ci sarà un errore a favore dei bianconeri” aveva detto Liguori.

Prima dell’infortunio di Rizzoli, probabile arbitro del match poi affidato alla direzione di Orsato, Liguori aveva detto: “Rizzoli miglior arbitro? Sì, ma non allo Juventus Stadium per questa partita. Io non ho prove, ma ho una sequenza importante di dati che dicono che quando sbaglia, quelle poche volte, lo fa in una direzione. È inutile che banalizzate, proprio con questo atteggiamento poi è scoppiata Calciopoli e la gente ancora si chiede come mai nessuno ha denunciato nulla”. La Juve effettivamente ha vinto quella partita, grazie al gol di Zaza all’86’, ma l’unico aiuto ai campioni d’Italia era arrivato dalla deviazione di Albiol sul tiro di Zaza, tocco che aveva messo fuori causa il suo portiere Reina.

L’AIA non ha fatto passare lisce le gravi affermazioni di Liguori, e ha avviato una procedura di mediazione con il giornalista prima di intraprendere la causa civile in tribunale. La mediazione si è risolta ieri, e il processo quindi non si farà, perché Liguori e Mediaset hanno accettato le condizioni dell’associazione

“L’AIA, assistita dalla Commissione Esperti Legali e dal suo Responsabile Avv. Di Stasio, ha accettato di non proseguire l’attività giudiziale a fronte del versamento, da parte della società editrice del programma, di una somma di denaro a favore del Fondo di Solidarietà dell’AIA per gli arbitri vittime di violenze e della consegna, da parte del dott. Liguori, di una formale lettera di scuse”. Resta ovviamente possibile ogni eventuale azione legale intrapresa dai singoli associati a tutela della propria onorabilità e reputazione, spiega il comunicato ufficiale.

Ed ecco il testo completo della lettera di scuse che Paolo Liguori ha dovuto scrivere all’AIA:

Spettabile Associazione Italiana Arbitri,

desidero condividere con i Vostri consociati qualche considerazione in relazione ad alcuni miei commenti resi l’8 febbraio 2016 nell’ambito della trasmissione di Italia 1 Tiki Taka e del programma radofonico Radio Goal dell’emittente Kiss Kiss.

Come spesso accade, essendo io un grande appassionato e – mi piace pensare – anche un discreto conoscitore dello sport del calcio, sono stato invitato dai suddetti programmi ad unirmi al dibattito e commentare le vicende sportive più rilevanti e l’approssimarsi dei match più “caldi” entro la classifica del campionato di Serie A.

Tra i vari temi affrontati, si è toccato pure quello relativo al match che avrebbe visto contrapposti, il successivo 13 febbraio, la Juventus ed il Napoli, la cui disputa avrebbe rappresentato uno snodo fondamentale ai fini dell’assegnazione dello scudetto.

Probabilmente, il fatto che tutti i temi sopra menzionati siano stati trattati nel contesto del talk show in cui si parla di calcio, che – per definizione – infiamma gli animi delle persone, ha in qualche modo agevolato l’utilizzo di toni più accesi ma non per questo dettati da una qualche volontà di offendere.

Ad ogni modo, qualora quanto detto sia stato percepito come offensivo da parte dell’AIA, me ne dispiaccio e scuso

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