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Juventus, Conte: "Niente alibi. Contro il Palermo come in una finale"

"Niente alibi: dobbiamo riprendere la marcia spedita". Antonio Conte lancia il messaggio alla squadra, riferendosi ai 22 giorni di sosta che rischiano, come lui stesso ammette, di fare perdere ritmo alla Juventu

Tre settimane senza partite, ma ora la “quaresima” della Juve sta per finire. La sfida con il Palermo è alle porte e c’è voglia di tornare in campo e curiosità, per vedere se e quanto la sosta potrà avere inciso sul rendimento dei bianconeri, che stavano viaggiando veloci e sono stati costretti ad un brusco stop: «Domani saranno passati 22 giorni dall’ultima volta che siamo scesi in campo - ricorda Conte alla vigilia della gara contro i siciliani - ed è inevitabile leggere qualche perplessità su come ci ripresenteremo. Abbiamo iniziato a lavorare insieme da giovedì, cercando di far rituffare tutti i giocatori in clima campionato e nel mondo Juventus, perché dopo dieci, dodici giorni lontano da qui è facile prendere altri ritmi».


Chi non ha perso il ritmo, ma ha dovuto rinunciare alla Nazionale, è Arturo Vidal: «Ha sbagliato a presentarsi in ritardo in ritiro - sottolinea Conte - ma devo dire che quanto accaduto mi ha sorpreso, perché Arturo ha sempre tenuto un comportamento esemplare, come tutti gli altri. Ha dimostrato maturità nello scusarsi e nel sottolineare l’amore per la sua Nazionale. E’ giovane e deve utilizzare questa esperienza negativa, per presentarsi invece di un’ora dopo, un giorno prima».

Il cileno ha potuto comunque di allenarsi con i compagni rimasti a Vinovo:«Se vogliamo vedere l’aspetto positivo della pausa - continua Conte - ho avuto la possibilità di lavorare e concentrarmi su gente che doveva trovare la migliore condizione. Ora sono tutti a disposizione, non c’è da recuperare nessuno e quindi, da domani in avanti le mie scelte saranno esclusivamente tecniche. Certo, non giocare così a lungo può spezzare il ritmo e interrompere una situazione favorevole, ma eravamo pronti prima e lo saremo anche ora. Chi è rimasto qui ha fatto un gran lavoro e chi è andato in Nazionale si è allenato e ha giocato, quindi niente alibi».

Del resto Conte non ne ha mai cercati, neanche dopo il rinvio della gara di Napoli: «Ho letto di un Conte arrabbiato, ma io non ho mai rilasciato dichiarazioni ufficiali. Il giornalista può pensare che l’allenatore sia arrabbiato, ma una cosa è pensarlo e una cosa è sentirlo dire dal diretto interessato. Pregherei quindi di riportare il “sentito” e non il “sentito dire” . Del resto la decisione andava rispettata e lo abbiamo fatto in maniera molto serena, perché a volte la realtà deve superare lo sport».

Nell’ultima settimana, in assenza di partite, l’attenzione si è concentrata sulle diverse questioni legali ancora aperte. Conte e i suoi ragazzi però sono concentrati esclusivamente sul campo, da dove «arrivano i verdetti più veri. Arbitri condizionati? Non credo proprio, altrimenti smetterei oggi stesso di fare l’allenatore».

E tornando al campo, la Juve era uscita da quello di San Siro, dopo l’ultima partita giocata contro l’Inter, da prima in classifica, mentre ora riparte, pur con una gara da recuperare, dalla quarta piazza: «La classifica è secondaria e non la guardiamo certo ora. A noi interessa lavorare bene e costruire qualcosa di importante e se faremo le cose per bene, si rimarrà nelle parti alte. Ai giocatori va il mio ringraziamento per quanto fatto finora ma c’è ancora un campionato da giocare».

Un campionato che propone in rapida successione Palermo, Lazio e Napoli: «Pensiamoa una partita per volta, cercando di fare più punti possibile, Ora c’è la sfida contro il Palermo e per noi deve valere quanto una finale di Coppa del Mondo. Ci sono in palio tre punti importantissimi sia per noi che per loro e non dimentichiamo che il Palermo negli ultimi tre anni ha espugnato il nostro campo. Dovremo dimostrare che qualcosa è cambiato».

(Juventus.com)

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