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Juventus Campione d'Italia: Conte l'uomo in più

Campioni e gregario in campo. Fuoriclasse e uomo in più in panchina. Questo Scudetto porta il nome di Antonio Conte che ha cambiato radicalmente la 'sua' Juve

Antonio Conte si è preso la Juventus. O meglio se l'è ripresa. Quel centrocampista gregario e condottiero della squadra tricolore di Marcello Lippi si trasforma in leader carismatico, e non solo, della 'sua' Juventus. Lavoro, lavoro e ancora lavoro: è questo il verbo dell'allenatore salentino che ha cambiato modulo e giocatori ma è lui in vero deus ex machina di questa corazzata bianconera. Conte si è affidato all'esperienza dei vari Buffon, Pirlo e Del Piero per far breccia e trasmettere la sua idea di calcio moderno. Tutti l'hanno seguito. 

Il vero capolavoro è stato ottenuto sul piano tattico. Conte aveva raggiunto le promozioni in A con Bari e Siena con il suo modulo prediletto il 4-2-4. Lo stesso con cui è iniziata l'avventura in bianconero per dare un'identità alla squadra. Poi, viste la rosa a disposizione e l'impossibilità di rinunciare a Vidal, è arrivata la trasformazione con il 4-1-4-1, evolutosi nel 4-3-3. E' lì la prima svolta e la mediana Pirlo-Vidal-Marchisio è stata l'architrave del successo.

A Napoli, in difficoltà, Conte scopre un altro modulo il 3-5-2 che rendono la Juventus ancora più camaleontica. A gennaio arrivano Caceres, Padoin e Borriello a rinforzare una rosa completa e molto duttile. La diatribe verbale con il Milan, gli applausi a Vucinic quando veniva fischiato, la gestione di Del Piero, il suo modo di essere tifoso, allenatore e dirigente: Conte è questo e molto altro. La Juve, anche grazie a lui, è tornata. 

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