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Gasperini, il grugliaschese (ed ex bianconero) che ha in mano la stagione della Juve

Tra Coppa Italia e Serie A

Gian Piero Gasperini. Foto Ansa

Mercoledì 19 maggio a Reggio Emilia si gioca la finale di Coppa Italia tra Juventus e Atalanta (calcio d'inizio alle ore 21, diretta tv su Rai 1 e streaming su Raiplay). È l'ultima occasione per la Juve di vincere un trofeo in questa annata ben poco brillante, in cui, Supercoppa a parte, i bianconeri hanno deluso sia in campionato sia in Champions League.

Battere l'Atalanta servirebbe quindi a raddrizzare parzialmente una stagione storta, con il piazzamento in Champions League ancora possibile all'ultima giornata, ma che non dipenderà solo dalla necessità di vincere contro il Bologna di Mihajlovic domenica prossima, ma anche dall'eventualità che almeno una tra Napoli e Milan non vinca nei rispettivi impegni. E se il Napoli ospiterà il già salvo Verona e quindi è difficile aspettarsi qualcosa, le speranze della società bianconera e dei tifosi juventini sono affidate soprattutto all'avversaria del Milan, ovvero proprio l'Atalanta.

In una settimana, quindi, il destino della Juventus sarà per due volte in mano alla squadra bergamasca, allenata come noto da Gian Piero Gasperini, il tecnico dei miracoli atalantini, che ha portato la Dea alla terza qualificazione in Champions League della sua storia, di fila. Insomma, la stagione della Juve verrà decisa da un allenatore di Torino, o meglio di Grugliasco, che in bianconero ci è rimasto per anni, sia da giocatore sia da allenatore, senza però mai riuscire ad affermarsi in prima squadra.

La carriera di Gasperini, da Grugliasco a Bergamo

Nato a Grugliasco nel gennaio 1958, Gasperini entrò a 9 anni nelle giovanili della Juve, che all'epoca si chiamava Nucleo Addestramento Giovani Calciatori. Fece tutta la trafila, arrivando fino in Primavera, dove giocava a centrocampo alle spalle di un certo Paolo Rossi... Poi fu convocato in prima squadra, ma giocò solo uno spezzone in Coppa Italia prima di essere ceduto in prestito alla Reggiana, in serie C.

Tornò alla Juve l'anno dopo, nel 1978, ma di nuovo giocò solo qualche minuto in Coppa Italia, per poi passare definitivamente al Palermo. In rosanero, in B, arrivò fino alla finale di Coppa Italia, dove il Palermo (con lui in panchina per tutti i 120' della sfida decisa ai supplementari da un gol di Causio al 117') fu sconfitto proprio dalla Juve. L'esordio in Serie A arriverà invece solo nel 1987, con la maglia del Pescara, a cui diede il suo contributo (7 gol) per l'unica salvezza in A degli abruzzesi.

Si ritirò nel 1993, quando vestiva la maglia della Vis Pesaro, e tornò a Torino. Qui iniziò la sua seconda vita calcistica, da allenatore delle giovanili della Juve, vincendo con la Primavera nel Torneo di Viareggio del 2003. Fece poi il grande salto nelle prime squadre, cominciando dal Crotone in C, e portando i calabresi alla promozione in B.

La svolta arrivò nel 2006, quando divenne allenatore del Genoa e lo portò alla promozione in Serie A. Col Grifone in A ottenne prima un nono posto, poi un incredibile quinto posto con qualificazione in Europa League, e ancora un nono posto al terzo anno. Alla quarta stagione, fu esonerato a novembre, sostituito da Ballardini. Ma meno di un anno dopo arrivò la chiamata dell'Inter: era l'estate 2011.

All'Inter però andò male, e non vinse neanche una partita (unico nella storia del club) prima di essere esonerato già a settembre. Sembrava la fine della sua carriera, ma Gasperini ricominciò dal basso: prima col Palermo, dove con il vulcanico Zamparini andò avanti qualche mese tra esoneri, ritorni e dimissioni; poi di nuovo al Genoa, che riportò alle soglie dell'Europa League, da cui fu escluso per ragioni finanziarie.

Infine, cinque anni fa, l'arrivo a Bergamo. Il resto è cronaca, con l'Atalanta che si è ormai affermata tra le migliori squadre d'Europa, sfiorando persino una semifinale di Champions League, e appunto con la terza qualificazione Champions in tre anni.

Adesso il grugliaschese Gasperini ha in mano il destino della "sua" Juve. Tra i tifosi bianconeri c'è chi lo vorrebbe al posto di Pirlo in panchina, l'anno prossimo, ma prima ci sono due sfide delicatissime: per l'Atalanta, che potrebbe vincere la sua seconda Coppa Italia dopo quella del 1962-63, ma ancor di più per la Juve, che dovrà sperare negli uomini di Gasp per conquistare un posto nella prossima Champions, altrimenti dovrà "retrocedere" in Europa League.

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