Lunedì, 20 Settembre 2021
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Juve-Toro, derby della Mole: dispetti e ripicche tra Davide e Golia

Dispettucci e dispettoni, Davide che si toglie la soddisfazione di sgambettare Golia, facendogli perdere traguardi importanti. La sfida tra Juventus e Torino porta con se tanto fascino

Il Derby della Mole è storicamente quello più 'squilibrato' sul piano tecnico, diversamente da quelli di Milano, Roma e Genova. Partendo dal tragico 1949, quando il leggendario Grande Torino scomparve a Superga, la Juventus è sempre stata la favorita sul piano del gioco, ma i granata, ribattezzati "tremendisti" da una famosa penna dell'epoca, hanno spesso battuto i rivali, ma soprattutto, contribuito a togliere scudetti.

Dal dopoguerra è successo dieci volte: un punto sottratto nel 53/54, due nel 62/63, contribuirono a fare arrivare la Juve solo seconda; altro pari nel 73/74, con identico risultato finale; addirittura due sconfitte per la fortissima Signora del 75/76, una delle quali a tavolino 2-0, per una invasione di campo, mentre era finita 2-1 per il Toro.
 
Nell'82/83 una delle pagine più esaltanti per i granata: a un quarto d'ora dal termine erano sotto di due gol e finì 3-2 per il Toro, con lo scudetto che emigrò a Roma. Due pari nelle stagioni 86/87 e 93/94 (sempre con una Juventus fortissima e in pieno ciclo vincente) costarono il primo posto finale, mentre nel 91/92 un Toro grandi firme (su tutti Martin Vazquez e Scifo) battè nettamente i cugini, che in quell'aprile furono staccati in classifica e non recuperarono. Fu ancora un pari nel '99-2000 e di nuovo la Juventus non vinse nulla. Riuscì invece comunque a farlo nel 2001-2002, una stagione davvero da brividi per la stracittadina dalla parte bianconera: in vantaggio addirittura di tre gol, si fece rimontare dai granata nel finale, ma ci fu il colpo di scena di un rigore al 90', che avrebbe sicuramente fruttato roventi polemiche. 
 
Lo battè Salas e finì in curva. Negli spogliatoi il granata Maspero rivelò di aver lisciato con un piede l'erba del dischetto, rendendolo più precario per la posa del pallone. Era finito in pari anche il ritorno, con Maresca che aveva sfottuto dopo un gol l'avversario mimando le corna come faceva il granata Ferrante. Per i risultati tennistici si deve risalire (da entrambe le parti) ai primi anni del '900.
 
Dei derby con il Grande Torino sono rimasti nel cuore di tutti gli sportivi di fede trasversale i racconti dei protagonisti, che dopo la partita andavano in pizzeria insieme a continuare a raccontarsi e a sfottersi, ma soprattutto a rispettarsi come grandi avversari. Grandi anche e proprio perchè erano pieni di umanità. Come lo fu il tristissimo derby dell'ottobre '67, dopo la morte di Meroni: il piccolo Toro, per di più senza la sua farfalla magica, umiliò la Juventus 4-0 e il calcio quel giorno lasciò il posto alla poesia pura. 
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