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Stagione finita per Iaquinta, l'emergenza non finisce mai in casa Juventus

Il bomber calabrese si è strappato, fuori almeno 3 mesi. Ma ce n'é anche per Traore e Martinez. Con il Brescia la Juve deve ottenere 3 punti per sperare nell'Europa League

La stagione negativa della Juventus continua a essere caratterizzata da una serie infinita di infortuni. E per Iaquinta si tratta dell'ennesimo stop. "Un'ampia lesione del muscolo femorale retto" è stata evidenziata oggi dagli esami clinici. La prognosi è di almeno tre mesi. L'attaccante di Corigliano Calabro tornerà soltanto la prossima stagione. Ma ce n'é anche per Traore e Martinez, che non hanno preso parte alla partitella per motivi precauzionali.

Peccato per i 350 tifosi accorsi nella giornata di festa a esibire coccarde tricolori, come quelle attaccate al petto dei giocatori negli anni dei trionfi nazionali. Quello degli infortuni, problema spesso minimizzato in casa Juve, si rivela ormai una delle cause tangibili della carenza di risultati accusata quest'anno. Un problema che dura ormai da due anni e che la società sta cercando di risolvere.

Se è vero che le cifre dicono che i bianconeri sono in linea con la media europea, secondo le tabelle Uefa, è altrettanto vero che con un organico inferiore a quello di Inter e Milan (lo ha ammesso lo stesso Del Neri), le defezioni degli Iaquinta e Amauri di turno, o di Martinez e Traore, che dovrebbero essere gli uomini più freschi a cui affidare il finale di stagione, diventano una palla al piede troppo condizionante per tecnico e squadra.

La Juve è già priva di Quagliarella e De Ceglie, fermati solo dalla fatalità, perché hanno accusato (insieme a Martinez nell'autunno scorso) gravi infortuni traumatici. Meno che meno, in questo contesto di emergenza perenne, il tecnico bianconero ha potuto sperimentare moduli e soluzioni alternative, ammesso che ne avesse l'intenzione.

E' comunque piaciuto ai tifosi il gesto di aprire l'allenamento al pubblico, un atto di trasparenza e condivisione importante in un momento difficile. Ma domenica, quelli presenti allo stadio, non faranno sconti: vogliono solo una vittoria, dopo quattro sconfitte su cinque partite. Rialzare la testa senza guardare la classifica, è la missione a scadenza immediata. La società pretende l'Europa League, sia perché è fondamentale per l'immagine del club, sia perché quest'anno Del Neri e compagni sono usciti ingloriosamente al primo turno, pur trovandosi in un girone assolutamente abbordabile. Del Piero e Buffon incarnano perfettamente lo spirito bianconero in questo momento assai buio e saranno loro a suonare la carica in campo e negli spogliatoi. La Juve di oggi ha più che mai deciso di ripartire da loro per ritrovare la strada dei tempi felici.

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