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Amici, calciatori e volontari: la bella storia degli Emit Boys

Sono una squadra che milita in seconda categoria. I Boys lavorano e si allenano due volte a settimana, ciononostante trovano il tempo di fare tutti insieme volontariato. Li abbiamo incontrati durante una raccolta alimentare

Al giorno d’oggi sono tante, troppe le squadre di calcio dilettanti che ogni anno, a causa dei bilanci difficili da far quadrare, falliscono o sono costrette a fusioni spesso improbabili pur di sopravvivere. Altrettante realtà invece vanno avanti grazie alla voglia dei componenti e allo spirito di coesione del gruppo, nonostante le mille difficoltà che si parano davanti. Una di queste belle storie è quella degli Emit Boys, squadra “di amici” nata nel 2008 sui campetti di calcio a 5 e diventata una squadra di calcio a 11 nel 2012. Oggi i Boys militano in seconda categoria e dopo una promozione ottenuta il primo anno mirano a bissare per fare un ulteriore balzo in avanti.

Come dicevamo la loro è una bella storia. I calciatori infatti non sono solo compagni di squadra e amici inseparabili fuori dal terreno di gioco, ma sono anche volontari dell’associazione del loro presidente Bruno Cavallo, l’Associazione Maria Madre della Provvidenza. Li abbiamo conosciuti in occasione di una delle raccolte alimentari che fanno durante l’anno in diversi supermercati cittadini per aiutare le persone meno fortunate e portare loro un po’ di cibo. “Con la squadra c’è un rapporto incredibile - ci dice il presidente Cavallo -, non mancano mai di aiutare il prossimo e ci tengono proprio a fare del bene”. Un connubio non proprio comune ma che fa sicuramente bene allo sport e unisce ancora di più questi giocatori di seconda categoria che durante le loro giornate sono impegnati, oltre che con gli allenamenti - due a settimana -, anche con il proprio lavoro. Ciononostante riescono sempre a trovare il modo di fare volontariato. “Oltre alle raccolte alimentari facciamo un servizio mensa in via Capriolo per i senza dimora e anche lì la squadra è spesso presente”.

Siamo stati con loro un paio d’ore. Il banchetto allestito in un supermercato alle porte di Collegno vede impegnati quattro/cinque “giocatori” contemporaneamente con una turnazione che vede impiegata tutta la squadra. La gente si ferma e loro spiegano senza fretta a chi sono destinati gli alimenti e cos’è l’associazione che rappresentano. “Seguiamo parecchie famiglie in difficoltà - ci spiegano -. Ci organizziamo anche con le chiese in modo tale da coprire più supermercati possibili, poi loro portano il cibo ai poveri che bussano alle loro porte, noi lo distribuiamo sia nella mensa di via Capriolo che a coloro che sappiamo averne bisogno”. In totale, per circa tre volte l’anno, riescono a coprire nello stesso giorno una settantina di supermercati e impiegare 300 volontari, tra cui componenti della squadra Emit Boys, volontari dell’associazione stessa e parrocchie.

I Boys ci mettono il massimo impegno quando raccolgono gli alimenti offerti per l’associazione, lo stesso che ci mettono quando scendono in campo. Tra loro ci sono ragazzi che hanno giocato a calcio sin da bambini, come il bomber Davide che vanta un passato anche nel Torino, oppure Andrea, il terzino sinistro della squadra che ha solcato per anni quello che una volta era un campo in terra battuta. Stesso discorso per il portiere Paolo (una vita nel Torino e poi campionati nazionali con l’Orbassano) e per gli altri giocatori che oggi più che mai si divertono a giocare a calcio. La dirigenza non è da meno: c’è Italo, il guardalinee-fotografo, e Mario, l’ex portiere della squadra che oggi dirige il gruppo. Menzione d’obbligo anche per mister Massimo Ferri, romano doc, che nonostante sia parecchi anni più “esperto” del resto della squadra, è il vero perno.

Per seguire la squadra basta andare nelle domenica in cui giocano in casa al campo del Lucento in corso Lombardia. La loro maglietta nera è inconfondibile. Per dare una mano come loro all’Associazione Maria Madre della Provvidenza si può invece visitare il sito internet www.ammp.it.

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