Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Sport

"Al Toro ho giocato una partita truccata": la dichiarazione shock dell'ex granata

L'intervista al Guardian di Tony Dorigo

"Ho giocato una partita truccata quando ero al Toro": Tony Dorigo getta un'ombra sul calcio italiano, e in particolare sul club granata in cui ha militato nella stagione 1997-98. Nel corso di un'intervista al quotidiano britannico "The Guardian", l'ex terzino sinistro di Aston Villa, Chelsea e Leeds ha parlato della sua esperienza in Serie B, durata un solo anno e terminata con il rumore del palo che respingeva il suo calcio di rigore nello spareggio perso proprio ai rigori contro il Perugia. 

Al Guardian Dorigo parla molto di Italia. Del suo approdo in prima squadra all'Aston Villa, nel 1983, con una amichevole giocata in Friuli contro l'Udinese, proprio nella città in cui era nato suo padre, in cui per conquistare il posto tra i grandi il 18enne australiano naturalizzato inglese prese a calci una leggenda come Franco Causio. E poi della finale 3°-4° posto a Italia '90, a Bari, finita con la vittoria degli azzurri, un sopracciglio di Dorigo aperto in uno scontro con Schillaci e la maglia (anzi, la maglia, i pantaloncini e i calzettoni) scambiati con Beppe Bergomi. 

Poi Dorigo si concentra sul suo anno come calciatore del Torino, in quella stagione 1997-98 nel campionato cadetto, con una squadra fatta per risalire in A, in cui giocavano Marco Ferrante - che Dorigo paragona per capacità di finalizzazione addirittura a Gary Lineker - e Gianluigi Lentini - ritornato in granata anni dopo il famoso incidente, e che giocava proprio davanti a Dorigo, a cui non restituiva mai i passaggi perché preferiva accentrarsi e perdere la palla. 

Dorigo era stato chiamato in granata dal tecnico scozzese Graeme Souness, che voleva avere un mancino in una squadra costruitagli dalla società, presieduta da Massimo Vidulich, con soli giocatori destri. L'esperienza di Souness al Toro durò poco, non legò mai con la squadra, lasciava troppe cose nelle mani del suo vice Camolese, non spiegava ai giocatori cosa dovevano fare in ogni momento, e già a inizio ottobre fu sostituito da Edy Reja. 

Ma l'esperienza peggiore di Dorigo in granata non fu l'esonero dell'allenatore che lo aveva scelto, e nemmeno quando la squadra fu contestata dagli ultras e dovette uscire per primo dall'impianto di allenamento, venendo risparmiato dai tifosi che gli riconoscevano l'impegno. L'esperienza peggiore risale alla parte finale della stagione, quando il Toro era in piena lotta per la promozione in A. "Mancavano 7-8 partite, era un venerdì e la proprietà si presentò negli spogliatoi" per dire che la partita che stavano per giocare doveva finire in pareggio "Pensavo di aver capito male quando dissero 'noi pareggeremo', anche perché giocavamo contro una squadra di metà classifica, ma un minuto dopo mi resi conto di aver capito bene. Passando davanti a ogni giocatore tutti dicevano sì, sì, sì, finché toccò a me e dissi no. Tutti sorrisero, pensavano che fossi io lo sciocco".

"Ero disgustato" continua Dorigo "i compagni di squadra ridevano di me e capii che era una cosa normale per loro. Si spera che questo fenomeno sia finito oggi". E alla domanda "hai poi giocato quella partita" Dorigo spiega: "I giocavano iniziarono a farsi da parte. Lentini si tirò indietro, uno aveva un raffreddore, a uno morì la mamma e resuscitò dopo un po', così dovetti giocare terzino destro". 

E durante la partita cosa avvenne? "Il match iniziò, noi sbagliammo in modo ridicolo un paio di occasioni facili e il pubblico iniziò a fischiarci, avevano capito. Nell'intervallo dissi che stavo giocando con un dolore al tendine e fui sostituito". 

A fine stagione Dorigo fu riconosciuto come uno dei migliori della sua squadra, ma evidentemente lo shock del palo colpito lo convinse a lasciare Torino e l'Italia. 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Al Toro ho giocato una partita truccata": la dichiarazione shock dell'ex granata

TorinoToday è in caricamento