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Moggi attacca Conte: "Abisso tra sua Juve e mia"

A difesa del suo tecnico, anche Leonardo Bonucci: "Questa Juventus è una squadra che rispecchia il suo allenatore"

Se Antonio Conte nelle vesti di tecnico-polemista voglia diventare il Mourinho del calcio italiano, è presto per dirlo. Certo è che, come il tecnico portoghese, quando vuole fare polemica il tecnico della Juventus non si nasconde dietro alle parole, anzi. E le sue parole 'spaccano': o chi è con lui, o chi contro. La tanto esplicita quanto inattesa polemica con Fabio Capello ha acquisito proporzioni tali da dividere tifosi e osservatori, lasciando di stucco non solo Capello ma anche gli juventini che facevano parte della Juventus di quegli anni, primo fra tutti Luciano Moggi. 

Che interpellato da siti e giornali ha commentato in così le parole dell'allenatore bianconero: "Conte dovrebbe avere più rispetto della società, e chiedere il permesso prima di fare certe dichiarazioni. Con me non l'avrebbe fatto. Se l'Italia ha vinto il Mondiale nel 2006 il merito è di quella Juve. C'è un abisso tra quella e questa squadra". Polemica dunque che, secondo Moggi, Conte non avrebbe mai dovuto fare: "Non c'era niente di offensivo in quanto detto da Capello. È stato (per Conte, ndr) un momento di stress". 

In realtà Conte voleva la polemica. Non gli era piaciuto che Capello in settimana fosse intervenuto da Mosca e, soffermandosi sulla situazione Juve seguita al pareggio di Verona, avesse criticato la decisione di annullare la giornata di riposo per i bianconeri. Così nel dopo partita col Chievo, Conte in risposta a una domanda dei giornalisti ha attaccato senza tanti giri di parole: quelle di Capello non erano che "fesserie", e lui non aveva la minima intenzione di porsi davanti al ct della Russia come davanti a un guru cui bisogna inchinarsi, fare le reverenze e dire 'zì badrone'. Nella foga polemica però è andato al di là del politically correct". 

"Io - ha aggiunto - mi ricordo della Juve di Lippi e di Trapattoni, ma non di quella di Capello. Della sua Juve ricordo due scudetti revocati. Per carità, revocarli fu una fesseria. Ma lui aveva a disposizione un'armata per la Champions, e arrivò ai Quarti". Da Mosca Fabio Capello ha evitato di commentare. Informato già domenica, parlando con alcuni amici, si è limitato a questo commento: "nessuna replica, gli passerà".

In Italia, invece, le parole di Conte hanno sollevato una valanga di reazioni. Da un lato chi lo attacca, come Moggi. Dall'altro chi lo difende, come l'ex presidente Juve Giovanni Cobolli Gigli: "La risposta di Conte può sembrare sproporzionata e fuori luogo ma fa parte del carattere del nostro allenatore .- ha detto interpellato da Corriere.it -. La Juve di Capello non giocava male, era composta da grandi campioni. Ma a onor del vero va anche detto che era una squadra costruita per vincere la Champions e in quella competizione non ci riuscì". A difesa del suo tecnico, anche Leonardo Bonucci: "Questa Juventus è una squadra che rispecchia il suo allenatore e questa è stata la nostra fortuna".

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