Domenica, 26 Settembre 2021

La Serie A sta per ripartire, ma dove vogliono arrivare Juve e Toro?

I dubbi sul calciomercato fin qui deludente di bianconeri e granata

Mancano 5 giorni all'inizio della Serie A 2021-22, e 15 alla fine del calciomercato estivo: un bilancio, a questo punto, è più che doveroso per valutare le condizioni ai nastri di partenza per Juventus e Torino. 

I cobti, in tal senso, sono presto fatti: la Juve ha riaccolto alcuni giocatori che erano in prestito (non tutti graditissimi), ceduto sempre in prestito Demiral all'Atalanta e acquistato un solo giocatore, il pur talentuoso giovanissimo Kaio Jorge. Per quanto riguarda il Toro, in arrivo da segnalare ci sono Marko Pjaca, altro bianconero che in prestito ha girato molte piazze senza mai convincere nessun club a tesserarlo, e Berisha, che farà da secondo a Vanja Milinkovic Savic. 

Sembra la sintesi di una non esaltante sessione di calciomercato invernale, quando di solito si sposta poco o nulla, invece è quello che hanno combinato sul mercato bianconeri e granata per prepararsi alla nuova imminente stagione. Poi magari dal "cavallo di ritorno" Allegri (per usare una metafora ippica a lui consona) arriverà il tanto atteso Locatelli, e qualcuno parla (o sogna) anche Toni Kroos, mentre Juric riuscirà a convincere Ounas e Messias, ma per ora la situazione non è affatto incoraggiante.

Soprattutto se consideriamo la stagione passata, che ha deluso i tifosi di entrambe le squadre torinesi, con la Juve miracolata al quarto posto e il Toro che si è salvato alla penultima giornata. E a questo punto è inevitabile chiedersi: ma dove vogliono andare, o arrivare, i due massimi club della nostra città?

I più cinici risponderanno "da nessuna parte", ma battute a parte i dubbi sono più che legittimi. Il Toro vuole salvarsi e basta? La Juve si accontenta di un'altra qualificazione in Champions all'ultimo respiro? I tifosi, ovviamente, sperano di no per la propria squadra (e di sì per quella rivale). Ma al momento, la speranza è l'unica cosa che resta ai sostenitori juventini e granata. 

Certo, la Juve si può consolare col fatto che i campioni d'Italia in carica dell'Inter hanno perso tre pezzi importantissimi: l'odiato ex Conte, il sacrificato Lukaku e lo sfortunato Eriksen. E il Milan ha salutato Donnarumma, ok. Ma l'Atalanta si è sicuramente rafforzata, e così anche la Lazio di Sarri, la Roma di Mourinho e in parte anche il Napoli di Spalletti. Dall'altra parte, Empoli, Salernitana e Venezia non sembrano troppo pericolose, ma mai fidarsi troppo delle neopromosse, soprattutto se si è reduci da un campionato in cui, senza il suicidio del Benevento nel girone di ritorno, il Toro sarebbe probabilmente retrocesso. 

Insomma, adesso come adesso c'è poco da stare tranquilli. Poi è vero che l'anno scorso Chiesa arrivò in extremis, e che Allegri sembra aver rivitalizzato Bernardeschi e non solo, e che Juric non è certo uno che si arrende facilmente: e quindi torniamo al punto di prima, ai tifosi bianconeri e granata resta ancora un po' di speranza, per le prossime due settimane. Ma, salvo sorprese degli ultimi giorni, c'è il serio rischio che solo la speranza possa tenere in piedi le aspettative di bianconeri e granata. E nel calcio, purtroppo, contano di più i giocatori (e gli allenatori) dell'illusione estiva di un calciomercato da cui tutti aspettavamo molto di più della permanenza (almeno finora) di Ronaldo e Belotti

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