Calciomercato, asse Juve-Milan: Higuain e Caldara in rossonero e Bonucci torna a casa

ASembra ormai tutto fatto: Bonucci saluta e (ri)va alla Juve

Autostrada affollata tra Milano e Torino. Tutta "colpa" di Milan e Juventus, impegnate in un asse di calciomercato sempre più caldo e che ormai ha trovato la propria quadratura. La svolta è arrivata lunedì sera, quando Leonardo - nuovo direttore tecnico del Milan targato Elliott - ha accolto a casa Milan Nicolas Higuain, fratello e procuratore del Pipita. La firma ufficiale dovrebbe arrivare a ore, ma intanto il Pipita oggi si è allenato con Ronaldo e compagni. 

La formula del trasferimento sarebbe quella del prestito oneroso fissato a 18 milioni di euro più diritto di riscatto a 36/37. Diritto che con ogni probabilità verrà esercitato vista la somma, notevole, sborsata per un solo anno. Con il passaggio in rossonero di Higuain il Milan potrà così spalmare i costi nell'ambito del fair play finanziario, mentre la Juventus incassa circa 55 milioni di euro per un giocatore pagato 90 due estati fa. Il Pipita Higuain verrà accontentato sul fronte dello stipendio che non subirà una riduzione, e sulla durata del contratto che dovrebbe essere fissato almeno fino al 2022. 

La triangolazione tra rosso e bianconeri, poi, è di quelle pesanti: Caldara - prelevato pochi mesi fa dalla Juventus che lo ha tolto all'Atalanta - dovrebbe arrivare a San Siro, mentre Bonucci dovrebbe fare il percorso inverso dopo un solo anno in rossonero in cui ha mantenuto soltanto a tratti le promesse di "spostare gli equilibri". 

Scambio alla pari a parte - entrambi i difensori vengono valutati 40 milioni di euro - il Milan di Elliott, subentrato al cinese Yonghong Li, vuole regalare un grande colpo ai tifosi e il nome scelto è stato quello di Higuain, ormai fuori dal progetto Juventus stravolto dall'arrivo dell'alieno Cristiano Ronaldo. L'accordo, come detto, è stato trovato: 18 milioni di euro di prestito oneroso e diritto di riscatto fissato a 36 milioni, senza obbligo per non indispettire l'Uefa che aveva già escluso il Milan dalle coppe europee prima della riammissione voluta dal Tas.
 

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