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Cerci: "Grazie Toro. Non torno alla Fiorentina ma sogno la Roma"

Una prima volta in azzurro che porta anche la firma di mister Ventura: "Con lui ho un rapporto come padre e figlio"

Alessio Cerci è il giocatore del momento. A metà tra Torino e Fiorentina, con la Roma nel cuore e con un presente in Nazionale. Cesare Prandelli lo ha convocato per la prima volta, in vista dell'amichevole di giovedì a Ginevra contro il Brasile e il 26 a Malta per le qualificazioni ai Mondiali 2014, grazie al periodo d'oro nel Torino: "Ringrazio la società, i mie compagni e il mister Ventura. Questa convocazione è merito suo - dice Cerci nel suo primo giorno a Coverciano -. Ora toccherà a me confermarmi per rimanere in azzurro". 

E Cerci potrebbe anche esordire nell'amichevole col Brasile, magari in attacco con Balotelli ed El Shaarawy: "Certo che mi ci vedrei giocare assieme a questi giocatori. Penso che in Europa ci siano pochi così forti a questa età - sottolinea - In campo col Brasile? È già importante essere qui. Poi il mister farà le sue scelte". Cerci ha davanti presente e futuro. Il passato, fatto di tante chiacchiere, di bocciature, di giudizi negativi sembra sepolto e l'ala granata lo dice con chiarezza: "Questa convocazione è un punto di partenza. Il passato è il passato, non conta quello che si diceva di me". 

Una prima volta in azzurro che porta anche la firma di mister Ventura: "Con lui ho un rapporto come padre e figlio. Abbiamo lavorato molto sotto l'aspetto fisico e mentale - dice Cerci -. Sono passati tanti anni da quando ero a Pisa con lui. Prima ero un ragazzo oggi sono più maturo. Ora non posso più sbagliare. È arrivato il momento di non commettere errori come in passato". 

È felice il neo azzurro come un bambino al quale i genitori permettono un giro sulle montagne russe. "Questa convocazione mi sembra impossibile. Quando ho accettato il Torino, arrivare in Nazionale era il primo obiettivo che ci siamo dati con Ventura. Sono molto felice e il primo grazie è per Prandelli". 

Cerci arriva dopo due anni a Firenze non proprio esaltanti, per lui la responsabilità maggiore è stata della stampa: "Io non sento di aver fallito a Firenze. Anzi, penso di aver fatto bene, nonostante sia stato a Firenze nei due anni più difficili della Fiorentina. Il rapporto è stato rovinato dai giornalisti che mi hanno messo addosso un marchio e una etichetta sbagliata. Adesso però basta. Il passato è passato. Ora penso solo al futuro". 

Che vede lontano da Firenze, anche se è in comproprietà tra i viola e il Torino. "Non credo di tornare, per vari motivi che non mi va di elencare". Ma sogna una grande squadra. "La Roma? Una parte del mio cuore è rimasto a Roma, lo sanno tutti". Poi da ex romanista fa l'elogio di Francesco Totti: "Ho una enorme stima. Oltre a essere un grande campione è una persona umile e sincera. Nel calcio ho visto pochi umili come lui. Prima di tutto è un simbolo come uomo".

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