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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Calcio

Chieri, le prime parole di Sorrentino da patron: "È un sogno, sarò presente h24. Puntiamo sui giovani"

Si è svolta la conferenza di presentazione di Stefano Sorrentino

Stefano Sorrentino è ufficialmente il nuovo presidente del Chieri. L'ex portiere, che ha rilevato la società appena pochi giorni fa da Gandini, ha parlato quest'oggi in conferenza stampa di presentazione. "Ringrazio Gandini e la sua famiglia. Quando avevo ricevuto la chiamata, pensavo fosse uno scherzo. Il Chieri è come la Juventus nei professionisti. Tutti sanno che volevo entrare nel calcio dilettantistico, ma Chieri mi sembra un sogno. Abbiamo cercato di tenerla nascosta e alla fine è venuta fuori. Sono contento che la famiglia Gandini rimarrà al mio fianco. Io cercherò di rubargli quanti più segreti possibili. Dal 1° luglio gli romperò le scatole per molti consigli. Se riuscissi a fare quanto fatto da loro lo riterrei una vittoria. Sono contento perché tra le tante persone che poteva chiamare, ha scelto me“, inizia Sorrentino. 

Le idee sono ben chiare, così come gli obiettivi nella gestione: "Sarò qua 24 ore su 24, perché serve la mia presenza in tutti i reparti. Luca è stato lungimirante per costruire un campo per i portieri. Quindi costruirò la mia scuola portieri e questo è un altro obiettivo. Per il resto da ex calciatore vedo società che spendono per tanti stranieri e credo che sia folle. Questo è un settore giovanile che va spinto. I ragazzi vanno spinti e fatti crescere, magari il Baggio di turno ce l’abbiamo in casa. Il giovane deve essere il punto di forza di questa società. La gente in Italia si sta disinnamorando del calcio. Di attività cercheremo di farne tante e proveremo a far tornare l’entusiasmo. Magari chi non va a vedere le società professionistiche, potrebbe venire da noi. Il pubblico è importante e con qualche iniziativa proveremo a riavvicinare la gente allo stadio”.

Interviene anche Gandini, ponendo l'attenzione sui motivi che l'hanno spinto a cedere il Chieri: "Con l’arrivo del Covid sono cambiate tante cose. Al di là del Chieri, che ha avuto le sue problematiche. Adesso stiamo patendo quello che è il rincaro delle bollette. Le altre nostre attività necessitano una mia presenza più assidua. La motivazione secondaria è che io sia arrivato al limite delle mie capacità, perché per me è una seconda attività. Quindi serve una competitività e una voglia di tenere risultati e per farlo servono sforzi in più, per questo non credo essere in grado di poterlo gestire in futuro. Noi abbiamo messo le basi. Futuro nel calcio? Per ora non ci ho ancora pensato“.

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