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Juventus, Buffon scaccia i pensieri: "Mi sento tra migliori"

Prandelli: "Al Mondiale sara' titolare". E lui aggiumge: "E' una stagione lunga, vedremo"

Il periodo nero del migliore. Gigi Buffon resta sempre "il numero uno", come anche oggi lo ha definito il ct Prandelli, ma sta attraversando un momento particolarmente delicato. Lo specchio di quanto sta vivendo la squadra.

La titubanza sul tiro di Giuseppe Rossi, che ha regalato il pareggio alla Fiorentina, e' l'ultima di una serie inusuale di errori in questo inizio di stagione. La respinta non impeccabile sul tiro di Hernanes aveva permesso alla Lazio, poi travolta 4-1, di accorciare con Klose momentaneamente le distanze (2a giornata). 

A Verona contro il Chievo, uno sciagurato rinvio aveva portato al gol di Thereau e, nella ripresa, una respinta difettosa aveva dato il la al gol di Paloschi, poi annullato (5a giornata). Nell'intermezzo con la Nazionale, in Danimarca, non e' stato incolpevole sul pareggio di Bendtner. Una raffica di errori fino a poco fa sconosciuti al capitano bianconero.

Ma l'ad juventino, Beppe Marotta, lo difende a spada tratta: "E' un campione, il capitano e un leader. Ci ha abituati a fare cose straordinarie e quando si limita all'ordinario, cioe' a non parare tutto, ci sono critiche eccessive. Buffon e' stato ed e' ancora il migliore. In questo momento subisce questi gol che lo espongono a critiche che devono pero' essere fatte con grande rispetto". Il numero uno oggi e' rimasto in silenzio, gia' concentrato sulla trasferta europea di Madrid. 

Agli amici, pero', ha confidato di essere tranquillo. "La stagione e' ancora lunga..." e' stato il suo pensiero, come a promettere che il domani sara' ancora 'alla Buffon'. Anche perche', come ha sottolineato al quotidiano spagnolo As, "dopo la depressione, mi sento molto piu' forte, non ho paura di affrontare i periodi negativi". Curiosamente, anche al Real, avversario di mercoledi' in Champions League, c'e' un numero uno in difficolta'. Casillas, a lungo totem delle merengues, e' stato relegato a un ruolo di secondo piano. 

Prima Mourinho, ora Ancelotti gli preferiscono Diego Lopez e l'iberico ha cominciato a frequentare con continuita' la panchina. "Ammiro molto Casillas, visto come sono io - racconta Buffon -: mi sento un portiere forte, e tra i migliori in assoluto, quindi mi costerebbe molto accettare certe situazioni. Mi sembra molto strano vedere uno come lui in panchina, pero' bisogna anche rispettare Diego Lopez. Mi ha colpito il modo in cui ha reagito Iker e per questo lo stimo ancor piu' di prima, si sta dimostrando un grande uomo". Al Bernabeu, Buffon avra' il palcoscenico giusto per dimostrarsi nuovamente grande.

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