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Il canto del Gallo, Belotti si prende il Torino

L'attaccante granata, dopo un periodo iniziale di difficoltà, si è integrato alla perfezione nei meccanismi offensivi di Ventura. Ora segna ed è un titolare inamovibile

Dall'Olimpico al Mapei Stadium, dal Frosinone al Sassuolo. Cambiano gli stadi e gli avversari, ma il comune denominatore è sempre lo stesso: il canto del Gallo. Il tifosi granata si godono il momento d'oro di Andrea Belotti, vero e proprio trascinatore del Torino.

E pensare che qualche mese fa, dopo un'inizio di campionato difficile, qualcuno aveva storto il naso. Non per l'impegno, ma per una vena realizzativa spenta. L'attaccante ci ha messo qualche mese ad assimilare gli schemi di Ventura, ma oggi è senza dubbio l'anima di un Toro capace si di lottare, ma anche di divertire.

Il cambiamento risulta evidente non solo dai giudizi sulle prestazioni, ma dai numeri. Ci sono voluti 543 minuti di gioco per trovare la prima gioia granata, contro il Bologna: tanti, forse troppi. Nel 2016, complice anche l'arrivo di Ciro Immobile, la svolta: quattro partite disputate, 314 minuti giocati e uno score di 3 gol. Una rete ogni 104 minuti. 

Dati che uniti alla grande corsa e lavoro per i compagni, certificano l'importanza di un attaccante ritrovato. Per i tifosi granata, l'incubo del periodo buio è ormai alle spalle. A svegliarli il canto del Gallo e la sensazione che a 22 anni appena compiuti, Andrea Belotti possa scrivere pagine importanti nel Torino di oggi e di domani.

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