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Andrea Agnelli: "Il rinnovamento non giustifica il 14.esimo posto"

Il presidente bianconero ha parlato nella consueta assemblea degli azionisti, affrontando più tematiche. Dopo le domande dei presenti in sala, anche Beppe Marotta ha spiegato le scelte di mercato effettuate in estate

L'assemblea degli azionisti arriva nel momento più difficile. La Juve, reduce da uno stop in Champions League, si trova impantanata a metà classifica in campionato. Tanti i presenti allo Juventus Stadium per un appuntamento che certifica soprattutto l'attivo in bilancio (+2,3 milioni di euro) dopo cinque anni di passivo.

Importante soprattutto l'intervento del presidente Andrea Agnelli. Il numero 1 bianconero ha commentato così il momento particolare vissuto dalla squadra: "Il cambiamento non deve spaventare. Eravamo consapevoli che il rinnovamento avrebbe portato delle difficoltà, ma il 14.esimo posto attuale non può essere una giustificazione".

Stoccata anche verso i piani alti del calcio italiano: "Vi è un enorme bisogno di cambiamento nella governance del calcio. E' fondamentale ridurre il numero di squadre e diminuire il numero dei prestiti: in Premier League sono 175 i giocaotri in prestito, in Serie A 452".

Non manca il consueto riferimento alla FIGC: "Dialogo aperto con la Federazione. Ho letto della causa minacciata dall'avvocato Medugno ma ho faticato, non poco, a trovare gli accantonamenti di cui parla a bilancio".

Beppe Marotta invece, ha fatto chiarezza su alcune scelte di mercato: "Tevez voleva andare via già a gennaio, abbiamo gestito il caso fino a giugno e poi abbiamo assecondato la volontà del giocatore. Hernanes non è un fenomeno ma la sua cessione ha portato una minusvalenza all'Inter. Draxler abbandonato già a luglio, mentre su Cuadrado non abbiamo l'opzione per il riscatto ma il giocatore ha manifestato il piacere di stare con noi".

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