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Juventus, Agnelli: "Il calcio italiano è in calo. Cambiare la giustizia sportiva"

Per Agnelli la giustizia "non può trattare investimenti da milioni di euro come le dispute di un piccolo circolo sportivo". "I campionati vanno riformati"

"La nostra società è campione d'Italia e lo siamo anche grazie al vostro contributo, perchè ci avete garantito le risorse necessarie per ripartire: il nostro passivo è infatti dimezzato e siamo tornati a vincere molto presto. Ed è anche realtà lo Juventus Stadium, realizzato dopo 17 anni di gestazione": il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, ha aperto così la relazione agli azionisti all'assemblea della società bianconera, in corso a Torino.  

Passivo dimezzato e aumento dei ricavi: sono i dati più significativi del bilancio della Juventus, presentato all'approvazione degli azionisti nell'assemblea di oggi. Le perdite passano da 95,414 al 30 giugno scorso a 48,654 mln di oggi. Un passivo che la società propone di annullare ricorrendo alla riserva da sovrapprezzo. I ricavi passano da 172,066 al 30 giugno scorso a 213,786, sia per effetto del nuovo stadio, che comincia a farsi sentire, sia per il ritorno della partecipazione alla Champions League.
 
EQUILIBRIO ECONOMICO - "Lo scudetto sul petto dei nostri ragazzi non ci deve mai far dimenticare il nostro mandato: vincere raggiungendo un equilibrio economico finanziario": è l'obiettivo evidenziato da Andrea Agnelli. Questo, ha sottolineato il presidente della Juventus "per garantire alla società, e quindi sia ai suoi azionisti sia ai suoi milioni di tifosi, una prospettiva di medio lungo termine adeguata alla Juventus". Agnelli ha evidenziato che il "cambiamento di società e squadra è un percorso in continua evoluzione, ma in 24 mesi abbiamo saputo tutti insieme bruciare le tappe, la perdita di bilancio è dimezzata e contiamo di proseguire nel percorso di risanamento".
 
RIFORMA CAMPIONATI - "Riforma dei campionati, del numero delle squadre professionistiche e del settore giovanile, riforma dello status del professionista sportivo, ora regolato da una legge dell'81, riforma della legge Melandri, senza tornare alla contrattazione individuale ma per una migliore applicazione dei principi da essa stabiliti". Sono le priorità del calcio italiano evidenziate da Andrea Agnelli,. Il presidente bianconero ha aggiunto come necessaria la riforma complessiva della giustizia sportiva.
 
LA GIUSTISTIA SPORTIVA - Per Agnelli la giustizia "non può trattare investimenti da milioni di euro come le dispute di un piccolo circolo sportivo". La Juventus, inoltre, "sostiene una riforma strutturale del calcio professionistico che non può essere trattato alla pari del movimento di base. Chi sostiene il contrario, condanna l'Italia alla marginalità europea e mondiale. Questo - ha aggiunto il presidente bianconero - non significa interrompere meccanismi di solidarietà o rinnegare le istituzioni. Vorremmo che la locomotiva, perchè di questo si tratta, fosse in grado di procedere alla pari delle altre".
 
CRISI CALCIO ITALIANO -  "Il calcio italiano si trova oggi di fronte a un bivio. Dopo i fasti degli ultimi trent'anni, stiamo oggi vivendo un declino rapidissimo che non accenna a diminuire". È il pensiero espresso dal presidente della Juventus. "Il suo modello di sviluppo - prosegue Agnelli - è bloccato da alcuni fattori che riflettono molto fedelmente la crisi in cui versa il nostro Paese. Tutti noi - conclude - dobbiamo chiederci che cosa sarà il calcio italiano tra alcuni anni. Molte nazioni hanno vissuto un declino calcistico, ma nessuna ha avuto un crollo così veloce. Siamo in presenza - conclude - di un tracollo strutturale che non può essere spiegato solamente con la crisi economica".
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