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Decreto Cura Italia, lavoratori: quali sono le misure messe in campo?

I provvedimenti

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Misure straordinarie a sostegno dei lavoratori. Per affrontare la difficilissima emergenza nazionale causata dal Covid-19, all'interno del Decreto Cura Italia, il Governo ha messo in campo una serie di importanti provvedimenti per sostenere i lavoratori.

Il decreto Cura Italia è stato aggiornato: ti invitiamo a conoscere le novità pubblicate nel Decreto Rilancio in merito alle misure per lavoratori, aziende, famiglie e scuola a questo link 

Qui di seguito, grazie alla preziosa collaborazione con Adecco, andremo ad analizzare, in maniera più approfondita, alcune tra le maggiori disposizioni contenute all'interno del Decreto Cura Italia. Vediamole insieme:

  • sospensione dei versamenti fiscali;
  • sospensione dei mutui;
  • bonus 100 euro;
  • divieto di licenziamenti nei prossimi due mesi.

“È un provvedimento con un forte impianto solidaristico che fa perno sulla responsabilità sociale d’impresa e che supera gli schemi del diritto del lavoro così come li abbiamo conosciuti fino ad ora. Ed è, a mio parere, sul superamento di questi schemi che l’interprete è chiamato a ragionare", commenta Andrea Morzenti, Legal and Labor Law Relations Counsel Adecco Italy.

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Decreto Cura Italia: sospensione dei versamenti fiscali

Il decreto prevede per tutti i contribuenti il rinvio al 20 marzo dei versamenti in scadenza il 16 marzo e dispone la sospensione degli adempimenti tributari, diversi dai versamenti e dell’effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo e il 31 maggio. Tra questi c’è anche la presentazione della dichiarazione annuale IVA, prevista per il 30 aprile 2020.

Per alcune categorie economiche, particolarmente colpite dall’emergenza epidemiologica, come ad esempio le imprese turistico-recettive, le agenzie di viaggio e turismo, i tour operator, è prevista la sospensione dei versamenti IVA in scadenza nel mese di marzo e dei versamenti per ritenute fiscali su redditi di lavoro dipendente e assimilati, per contributi previdenziali e assistenziali, in scadenza fino al 30 aprile.

La stessa sospensione dei versamenti (IVA in scadenza a marzo, ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e assimilati e per contributi) opera anche per gli esercenti attività di impresa, arte o professione con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro realizzati nel precedente periodo di imposta (2019), ma limitatamente ai versamenti in scadenza tra l’8 marzo e il 31 marzo.
Per i compensi professionali e le provvigioni pagate tra l’8 marzo e il 31 marzo, è prevista per i lavoratori autonomi, agenti e procacciatori d’affari la possibilità di richiedere al sostituto di imposta che provvede al pagamento la non applicazione delle ritenute d’acconto.

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Decreto Cura Italia: sospensione dei mutui

Possono richiedere la sospensione per 9 mesi delle rate del mutuo prima casa, i lavoratori che si sono visti sospendere o ridurre l’orario di lavoro per almeno 30 giorni a causa dell’emergenza Covid-19. Per beneficiare di questa misura, I lavoratori autonomi devono dimostrare di aver subito perdite pari al 33% sul fatturato trimestrale.

In particolare, potrà presentare la domanda di accesso ai benefici del Fondo di solidarietà per la sospensione del pagamento delle rate dei mutui per l’acquisto della prima casa, il proprietario di un immobile adibito ad abitazione principale, titolare di un mutuo contratto per l’acquisto dello stesso immobile di importo non superiore a 250.000 euro e in possesso di indicatore Isee non superiore a 30mila euro.

Quest’ultimo requisito reddituale è stato però eliminato per tutto l’anno 2020. Il mutuo deve, inoltre, essere in ammortamento da almeno un anno al momento della presentazione della domanda. Ed è ammissibile anche il titolare del contratto di mutuo già in ritardo nel pagamento delle relative rate, purché il ritardo non superi i 90 giorni consecutivi.

Bisognerà attendere l’emanazione dei provvedimenti attuativi per conoscere le modalità attuative, per sapere quale sarà la documentazione da allegare alla domanda ai fini dell’accesso, se sarà necessario allegare il modello Isee o se sarà viceversa necessaria (come probabile) una semplice autocertificazione.

Per il periodo di sospensione, il fondo pagherà alle banche, al posto dei mutuatari, solo il 50% della quota dei mancati interessi maturati sulle rate non versate, calcolati sulla base dell’Irs o dell’Euribor presi come riferimento per il calcolo del piano di ammortamento. Il restante 50% degli interessi maturati durante la sospensione resterà a carico del titolare del finanziamento. Finita la sospensione il mutuatario riprenderà, applicando i tassi che ci saranno in quel momento, a pagare le rate partendo dalla quota capitale residua lasciata al momento della domanda e il piano di ammortamento verrà quindi allungato di un periodo pari alla durata della sospensione.

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Decreto Cura Italia: Bonus 100 euro

All'interno del Decreto Cura Italia è previsto un bonus di 100 euro in busta paga per i dipendenti pubblici e privati che hanno continuato a lavorare anche nel pieno dell'emergenza nel mese di marzo e che hanno un reddito lordo entro i 40 mila euro.
Sarà attributo automaticamente dal datore di lavoro con la retribuzione di aprile, nei termini delle operazioni di conguaglio.

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Decreto Cura Italia: divieto di licenziamenti nei prossimi due mesi

Uno degli scopi principali secondo cui è stato emanato il decreto è quello di salvaguardare la forza lavoro. A partire dal 17 marzo 2020 e fino al 16 maggio sono vietati i licenziamenti individuali per motivo oggettivo. Non si possono, inoltre, avviare procedure di licenziamento collettivo e quelle avviate dopo il 23 febbraio 2020 sono sospese.

Il decreto Cura Italia è stato aggiornato: ti invitiamo a conoscere le novità pubblicate nel Decreto Rilancio in merito alle misure per lavoratori, aziende, famiglie e scuola a questo link 

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