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Lunedì, 29 Novembre 2021
Mestieri

Lavoro, i distretti che hanno recuperato i livelli dell'export prima del Covid

La crescita complessiva è positiva, con alcuni settori che trainano

L'economia italiana inizia a riprendersi sopo i mesi di lockdown e di chiusure forzate. In Piemonte, in particolare, i distretti tornano a crescere, alcuni di essi ancora più rispetto al periodo pre-crisi da Covid. A raccontarlo è il  Monitor dei Distretti dell'ufficio studi di Intesa San Paolo, che quantifica la performance con un +21% rispetto allo stesso periodo del 2020, un risultato importante, ma soprattutto interessante.

Il calo durante il Covid

Le esportazioni dei distretti piemontesi hanno registrato dei cali più marcati anche rispetto ai distretti industriali italiani in tutti i trimestri del 2020: primo trimestre -11,3% vs -8,4%; secondo  trimestre -36,6% vs -33,3% e terzo trimestre -10,1% vs -4,9%. In particolare, nel terzo trimestre  2020 i distretti industriali piemontesi hanno registrato il calo più intenso tra le regioni italiane dopo la Sardegna.

A questo calo è corrisposto quello dell'export , pari ad una contrazione del 16,8%. Il dato complessivo dei distretti piemontesi è stato penalizzato dall’andamento particolarmente negativo dei distretti della Moda, escludendo il quale le esportazioni hanno accusato un calo più contenuto, del -6,1% .

La ripresa dell'export

Già la seconda parte del 2020, però, ha evidenziato un rimbalzo significativo delle esportazioni. L’export distrettuale, infatti, dopo il crollo del secondo trimestre che seguiva il calo già significativo dei primi tre mesi dell’anno, ha mostrato segnali di recupero.

I distretti che recuperano più in fretta

L’andamento delle esportazioni è stato fortemente diversificato tra settori e tra distretti anche all’interno dei settori stessi. Un esempio su tutti: la filiera Agro-alimentare, che già nel 2020 è riuscita a conseguire buoni risultati sui mercati esteri (+2,8% la variazione tendenziale), grazie ad un primo trimestre positivo (+5,8%), un secondo
trimestre di calo (-5,8%) e un buon recupero nella seconda parte dell’anno (terzo trimestre +3,9%
e quarto trimestre +5,3%).

Caffè, riso e nocciola

In particolare, nel 2020, il Caffè, confetterie e cioccolato torinese ha visto crescere le esportazioni del 14,8% rispetto all’anno precedente (per 79 milioni di euro), grazie al contributo positivo di tutti i principali sbocchi commerciali, ed in particolar modo di Germania, Russia e Francia.

In crescita anche il Riso di Vercelli (+12,4%, per 31 milioni di euro): anche in questo caso le esportazioni sono aumentate verso tutti i principali sbocchi commerciali, in primis Germania, Regno Unito, Svizzera, Spagna, Francia e Belgio. Molto simile anche l’andamento sui mercati esteri del Riso di Pavia (+12,3%).

Export in aumento anche per la Nocciola e frutta piemontese (+11,2%, pari a 40 milioni di euro),  grazie all’incremento di export verso la Germania (che rappresenta da sola oltre 1/4 dell’export  del distretto), la Polonia, la Francia e l’Egitto. Questi flussi hanno più che compensato le lievi  contrazioni registrate in Arabia Saudita e Brasile.

Il distretto della Moda

Il comparto più colpito è stato quello della Moda, penalizzato sul lato dell’offerta dai problemi di   approvvigionamento e dalla sospensione delle attività e dal lato della domanda dalla riduzione del reddito delle famiglie, dalla bassa propensione all’acquisto dei beni voluttuari, dal blocco degli spostamenti, nonché dai mancati consumi dei turisti (soprattutto stranieri). Il distretto Tessile di Biella nel 2020 ha subito un calo delle esportazioni del 27,4%.

Le prospettive

Nonostante i segnali incoraggianti emersi nei mesi estivi, il 2020 si è chiuso con un calo significativo delle esportazioni distrettuali, per effetto delle nuove restrizioni che hanno caratterizzato l’ultimo trimestre dell’anno.

E' proprio il 2021 l'anno in cui l’export distrettuale potrà riprendere un percorso di crescita, con un’accelerazione significativa a partire dalla seconda parte dell’anno. L’implementazione della campagna vaccinale, infatti, ha già portato ad un graduale ritorno alla normalità, con una ripresa più stabile già dal terzo trimestre 2021. Senza dimenticare la spinta rilevante che potrà arrivare anche dai mercati internazionali.

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