Vendemmia 2013, grandi attese per i vini piemontesi

Assoenologi: produzione prevista dai 42 ai 44,5 milioni di ettolitri. Piemonte, si prevede un +5%. I grandi vini piemontesi sono i più amati nel mondo, afferma Coldiretti

Il settore vinicolo è una delle punte di diamante del Made in Italy. Ora che la vendemmia è iniziata, cominciano ad essere pubblicate anche le prime previsioni su come potrebbe essere questa annata. Secondo l’Assoenologi, la produzione prevista va dai 42 ai 44,5 milioni di ettolitri, con un aumento, ma sono sempre dati provvisori, dell’8% rispetto allo scorso anno. Scendendo più nello specifico, Assoenologi afferma che rispetto agli scarsi raccolti del 2012 si prevedono aumenti fino al 5 per cento per Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio e Umbria, fino al 10 per cento per Sicilia, Sardegna, Valle d'Aosta, Liguria, Molise, Basilicata e Calabria, fino al 15 per cento per Trentino Alto Adige, Campania e Puglia ed una punta fino al 20 per cento in Abruzzo mentre cala la produzione nel Friuli Venezia Giulia (-5 per cento) dove il raccolto è in calo.


 

Per quanto riguarda la situazione del Piemonte, afferma Assoenologi, l’Associazione Enologi Enotecnici Italiani, che la vendemmia è partita «in ritardo rispetto al 2012 di circa dieci giorni, ma sicuramente in linea rispetto a un’annata normale». Il clima durante l’anno ha favorito un’ottima crescita delle viti: l’inverno è stato caratterizzato da ampie precipitazioni, spiega l’Assoenologi, che ha permesso un buon ciclo vegetativo della vite grazie ad una buona riserva d’acqua. La primavera, non propriamente, mite ha ritardato la fase di germogliazione, recuperata però con l’ondata di caldo nel periodo estivo.


 

La varietà che risulta meno produttiva, ci dicono i dati provvisori di Assoenologi, è il Nebbiolo, «per tutti gli altri vitigni (Moscato, Brachetto, Barbera) si prevede una produzione in aumento rispetto al 2012 del 5%, pari a circa 2.500.000 ettolitri di vino».

Unico dato certo ad oggi è che la qualità dei vini piemontesi si preannuncia ottima in quanto l’uva raccolta risulta di buona qualità, ma risulteranno fondamentali le condizioni climatiche e meteoriche da oggi al termine dei conferimenti.


 

Se i dati definitivi nazionali, che usciranno solo a ottobre, confermeranno questa tendenza positiva, l’Italia con la vendemmia 2013 - sostiene la Coldiretti – risulterebbe il secondo produttore mondiale di vino dopo la Francia in cui la produzione è stimata pari a 46 milioni di ettolitri in aumento del’11 per cento rispetto allo scorso anno. Vini invidiati e richiesti da tutto il mondo. Il vino Made in Italy è infatti uno dei prodotti più ricercati all’estero. Afferma Coldiretti in uno studio su dati Istat del commercio estero relativo al primo quadrimestre del 2013, che l’export di vino ha avuto un aumento del 10% rispetto allo scorso anno che fa «volare verso il record storico di 5 miliardi delle spedizioni all’estero, se l’attuale trend di crescita sarà mantenuto alla fine dell’anno». Molto amati all’estero sembrerebbero proprio i vini piemontesi: afferma Coldiretti che «Il Barolo si conferma come vino particolarmente gradito: oltre il 70 per cento della produzione valica i confini nazionali. Germania, Russia, Australia sono i paesi che più amano il buon bere piemontese: negli Stati Uniti, il nettare di Bacco è il Barolo, così in Inghilterra, mentre in Russia il grande rosso si accompagna nelle preferenze dei consumatori all’Asti e al Moscato d’Asti».


 

«Il Piemonte è la regione italiana con il maggior numero di vini docg – hanno evidenziato Roberto Moncalvo e Bruno Rivarossa, presidente e direttore di Coldiretti Piemonte – e se oltre la metà del fatturato estero viene realizzato nell’Unione Europea, dove le esportazioni di vino crescono del 10 per cento come avviene negli Stati Uniti, va valutato con grande attenzione il positivo dato che proviene dai mercati asiatici, con una crescita complessiva del 3 per cento, con un aumento del 5 per cento in Cina».


 

Gli fa eco Roberto Cabiale, presidente di Coldiretti Asti, membro di giunta regionale con delega al settore vitivinicolo che sottolinea anche l’importante mercato interno: «se oltre la metà del fatturato del vino italiano arriva dall’export -afferma- non va dimenticato un aumento del valore delle vendite anche a livello nazionale, che si attesta, secondo le analisi di l’Ismea nel primo quadrimestre del 2013, su un + 8,4 per cento degli acquisti delle famiglie». 

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