Nel parco della tesoriera il platano “matusalemme”

Con 25 metri d'altezza appoggiati su oltre 70 metri di circonferenza questo è l'albero più antico della città. Alcuni lo datano addirittura al 1715: «Il 'nonno', così lo chiamano affettuosamente i torinesi» si legge in una nota del comune

Hanno visto passare sotto le loro possenti chiome, principi e re. Testimoni di un tempo che non c’è più, gli alberi possono essere considerati veri e propri monumenti. Lo sa molto bene il Corpo Forestale dello Stato che nel 1982 lanciò il primo "Censimento nazionale degli alberi di notevole interesse", per individuare e catalogare le piante singole o in gruppi, che presentavano alcune caratteristiche particolari: dimensioni eccezionali rispetto alla specie, forme singolari, qualità estetiche e valore storico. «Un'opera certosina – si legge nel sito del Corpo Forestale- che portò i forestali in boschi e giardini, paesi e città, montagna e campagna, per trovare e schedare i campioni della vegetazione, e per raccogliere tutti quei materiali storici e scientifici che oggi permettono di apprezzarli nella loro irripetibile "individualità". In breve le schede si riempirono di dati - altezza, diametro, stato fitosanitario, età - e nacque una nuova geografia monumentale italiana, paragonabile per rarità e pregio a quella archeologica».

Secondo il Corpo Forestale l'Italia possiede un patrimonio di monumenti verdi forte di 22.000 "alberi di notevole interesse". Tra questi oltre 2.000 sono definiti di "grande interesse" e ben 150 di "eccezionale valore storico o monumentale".

Il censimento ha interessato infatti anche quegli alberi che sono stati protagonisti di episodi storici o legati alla vita di uomini illustri o di Santi. Monumenti della natura, insomma, che si collocano accanto a quelli creati dall'uomo e costituiscono un patrimonio di inestimabile valore, da conoscere e da tutelare.

Un esempio di questi monumenti verdi lo troviamo a Torino nel parco della Tesoreria: parliamo del Platano. Con 25 metri d’altezza appoggiati su oltre 70 metri di circonferenza questo è l’albero più antico della città. Alcuni lo datano addirittura al 1715: «Il ‘nonno’, così lo chiamano affettuosamente i torinesi» si legge in una nota del comune. Il suo nome scientifico è Platanus acerifolia, ovvero platano comune.

Si staglia in tutta la maestosità dei suoi 25 metri di altezza nel lato del Parco della Tesoriera che dà verso il corso Francia, come in un perenne vigilare sulla villa che un tempo fu residenza del tesoriere di Casa Savoia.

Il platano è una specie molto diffusa nelle zone urbane, particolarmente resistente all’inquinamento e alle potature, anche drastiche. Quel ‘acerifolia’, a completamento del nome, sta ad indicare non tanto l’appartenenza della specie dell’albero (quella si rintraccia dal primo nome, platanus, appunto) quanto la somiglianza delle foglie a quelle della foglia dell’acero, che campeggia sulla bandiera canadese.

Il capoluogo piemontese è famoso per il suo patrimonio arboreo che può vantare più di 160mila alberi: quasi la metà ha più di 50 anni, tra cui molti esemplari di alberi ‘monumentali’. Oltre a “Nonno Platano” infatti, si annovera anche la quercia di via Vico angolo corso Galileo Ferraris, raro esemplare di rovere centenaria (raro perché il rovere si trova difficilmente nelle città), che oltre a trovarsi al centro di un marciapiede in seguito ad un esproprio, soffre a causa del cerambix cerdo, un insetto particolarmente vorace che però è tutelato e non può essere debellato con i normali sistemi di disinfestazione.

Si legge inoltre nel comunicato che «altro esempio di albero monumentale degno di nota si trova in centro, nella propaggine dei Giardini Reali che si estende verso corso San Maurizio, ed è una zelcova (zelcova carpinifolia): a Torino è una rarità perché è tipica delle zone caucasiche e dell'Iran. Cresce lentamente ma acquisisce con il tempo un aspetto decisamente imponente».

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