Distrutta colonia di Gabbiani, il caso arriva in procura

Wwf e Ebn hanno mandato un esposto penale in procura dopo l'abbattimento di un capannone che ospitava quindici nidi di gabbiani reali

© Dr S. Natarajan, Aditya Jyot eye hospital, Mumbai

Una settimana fa a Torino è stato abbattuto un capannone sito in corso Romania. Fin qui nulla di strano, se non fosse che il capannone abbattuto ospitava la più grande colonia di gabbiani reali del capoluogo piemontese, con una quindicina di coppie in piena fase di riproduzione. La prima colonia storica della città, affermano quelli della Lipu. Sul terreno in questione, la grande catena commerciale Leroy Merlin costruirà uno dei suoi centri. La notizia ha immediatamente fatto scalpore nel mondo ambientalista: questa specie, infatti, è protetta ai sensi del vigente Regolamento Tutela Animali della città di Torino che recita «è vietato catturare, uccidere, disturbare ed allontanare forzatamente le specie aviarie ivi compreso distruggere i siti di nidificazione durante il periodo della riproduzione e del successivo svezzamento, ovvero porre in atto qualsiasi forma di maltrattamento», ma soprattutto la legge Nazionale 157/92, che vieta «di distruggere o di danneggiare deliberatamente i nidi e le uova e di asportare i nidi in periodo di nidificazione».


Il Gabbiano reale, inoltre, è incluso nell’Allegato II/2 della Direttiva Europea Uccelli, cioè tra le specie che possono essere cacciate soltanto negli Stati membri per i quali esse sono menzionate: l’Italia non rientra tra questi Stati. La specie non è inserita nella Lista Rossa Nazionale.

In Italia le popolazioni di Gabbiani Reali più importanti abitano Sardegna, Sicilia, isole minori e coste dell’Alto Adriatico. Meno abbondante nel resto della Penisola, anche se, come si legge nel sito della Lipu, «dagli anni ’70 del secolo scorso ha iniziato a colonizzare i grandi laghi interni (Lago Maggiore, Lago di Como, Lago d’Iseo, fino ai laghi di Bolsena, Alviano, Nazzano, ecc)». Da qualche tempo lo si avvista con regolarità anche in grossi centri urbani quali Roma, Trieste, Genova e Livorno.


 

Il WWF e Ebn Italia, l'organizzazione che si occupa di birdwatching si sono immediatamente mobilitate mandando un esposto in Procura. Da parte sua Leroy Merlin ha fatto sapere in un comunicato che non era a conoscenza del nido di gabbiani.

Secondo EBN Italia, che ha segnalato il fatto al WWF, «sarebbe bastato posticipare i lavori di due settimane perché i piccoli potessero volare via». La stessa associazione di birdwatcher è riuscita fortunatamente a recuperare un pullo, cioè un cucciolo, e a consegnarlo al centro di recupero del Parco Alpi Cozie di Avigliana, la cui sopravvivenza non è però garantita a causa della mancanza del genitore durante lo svezzamento e al trauma subito.


 

«C'è poca attenzione alla salvaguardia della fauna selvatica in ambiente urbano», commenta Riccardo Ferrari, delegato LIPU di Torino. «Si pretende di effettuare i lavori senza rispettare i tempi della natura, e così facendo, oltre ad infrangere le leggi, si fa strage di animali che hanno scelto di vivere vicino all'uomo, spesso proprio perché in questo modo si sentono più tutelati dai predatori. Anche rondini, balestrucci e rondoni - prosegue Ferrari - che in questo periodo nidificano sulle nostre abitazioni sono spesso vittime di lavori di ristrutturazione intempestivi, che basterebbe effettuare in un'altra stagione per non compromettere la riproduzione di queste specie protette».

In Evidenza

I più letti della settimana

Torna su
TorinoToday è in caricamento