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Venerdì, 28 Gennaio 2022
SUI BINARI DI TORINO

110 anni di storia: tutta l’eleganza del tram storico più antico ancora in viaggio per Torino

La storia della motrice 116

110 anni di storia che porta ancora elegantemente in giro per Torino quando entra in servizio. C’è chi dice che con tutti quegli anni di lavoro alle spalle il suo posto sarebbe in un museo, dove sicuramente non sfigurerebbe tra eleganti carrozze e altri reperti d’epoca.

Ma quando questa vettura storica, le cui uscite al giorno d’oggi sono sempre più rare e per questo speciali, si muove tra i binari,  alla velocità massima di 30 chilometri orari, continua a svolgere alla grande il suo nuovo compito. Non è più un semplice mezzo di trasporto, ma diventa un oggetto prezioso perché è capace di trasmettere meravigliose sensazioni, riuscendo a trasportare con la sua magia i viaggiatori nel tempo.

ATM 116

Per capire come ci riesce basta guardare le immagini della mitica motrice 116 dell’ATM in azione in Piazza Castello, in Piazza Carlina, di fronte al teatro Regio. Luoghi iconici della nostra città che diventano ancora più affascinanti, come se il tempo si fermasse e si potesse in qualche modo rivivere l’emozione del passato e di epoche lontane a quella contemporanea.

ATM 116: 110 anni sui binari di Torino

La motrice 116 dell’ATM venne costruita nel 1911 dalle Officine Diatto e ha una struttura che è sostanzialmente la stessa delle carrozze a cavallo. Appartiene a una serie di 50 vetture numerate dal 101 al 150 che iniziarono a circolare per il potenziamento della rete studiato per il cinquantenario dell’Unità d’Italia.

È lunga poco più di sette metri, bidirezionale e con due terrazzini alle estremità. Ogni vettura può trasportare fino a 46 persone e all’interno i passeggeri trovano posto su panche di legno disposte longitudinalmente.

Vanta una storia lunga, unica e affascinante. Durante la Prima Guerra Mondiale la linea 13 dell’ATM serviva l’ospedale militare che si trovava nella caserma Alessandro Riberi, al numero 66 dell’attuale corso IV Novembre. I tram della serie 101-150 erano stati riadattati come ambulanze tranviarie e trainarono i convogli speciali che portarono agli ospedali i feriti giunti con i treni dal fronte.

Nel 1929 per imposizione nazionale le linee tramviarie dovettero abbandonare il color rosso-crema in favore dei due toni di verde. Così la 116, come raccontano le cronache del tempo, “si rifà la toeletta e si tinge quel rosso sfacciato d’un bel colorino verde elettrico, che fa pensare a certa erbetta tenera e all’insalata di aprile.”

Durante la Seconda guerra Mondiale, 12 motrici della serie furono anche requisiti e portati a Monaco di Baviera dove prestarono servizio per il trasporto merci. Un compito che negli anni bellici stavano prestando anche a Torino.

Nel Dopoguerra le vetture superstiti vennero ritirate o trasformate in tram di servizio.  Dopo la guerra circolano ancora 16 esemplari della serie 101-150. Alcuni vengono riconvertiti in tram di servizio come sabbiere e mezzi da manovra. Per gli altri il destino fu la demolizione.

Non per la piccola vettura di servizio 416 (quella che un tempo si chiamava 116) che negli anni ‘70 alla Stazione di Sassi fu utilizzata per le manovre in deposito. Ormai sparite le piccole carrozze a due assi la 116 diventa protagonista di un progetto che la riporterà alle condizioni originali. Nel 1976 venne deciso che sarebbe stata donata alle scuole torinesi una vettura per trasportare in giro le classi per musei e monumenti cittadini.

 Il restauro, eseguito dall’Officina Centrale ATM, fu quasi soltanto estetico, perché  il tram era funzionante e ancora allo stato originale, non essendo stato trasformato nella struttura.

 Dato che ormai erano ammesse le eccezioni all’imposizione ministeriale del 1929 la 116 potè ritornare al rosso sfacciato di un tempo e venne consegnata alle autorità scolastiche in piazza Adriano. Diventò il “Tram dei Ragazzi” ma in tanti lo conosceranno come “Tram di De Amicis”, grazie alla cronaca della Stampa.

 Nel 1998, la 116 fu nuovamente restaurata in un’officina specializzata ma i suoi impegni si diradarono sempre di più fino a una mesta pensione lontana da un passato glorioso che arrivò nella rinnovata stazione di Sassi sotto la tettoia che copre gli ultimi metri del binario da Superga.

Le nuove normative di sicurezza, infatti, avevano imposto pesanti modifiche al mezzo e nessuno se la sentiva di intervenire su un esemplare che oramai era rimasto l’ultimo della sua specie.

Nel 2005 l’Associazione Torinese Tram Storici nacque anche ponendosi tra i suoi primi obiettivi quello di riportare in funzione la storica 116. L’intera carrozza venne revisionata e aggiornata nella sicurezza e il tram riprese servizio come vettura storica a quasi un secolo dalla nascita.

Ora La 116 ha ricevuto una tabella grafica, fedelmente riprodotta, della storica linea 5, una delle linee su cui questo tram prestò servizio a lungo. Si tratta di uno dei dettagli riprodotti dai soci ATTS come le targhe smaltate interne smarrite nel corso degli anni, il faro sull’imperiale per l’illuminazione notturna della tabella di linea e i tantissimi piccoli interventi di ordinaria manutenzione.

Ci sono anche Il cartello verde "5 B.ra Casale-B.go S.Paolo", così come quello blu "10 Crocetta-Regio Parco", che ricordano i percorsi originari delle linee 5 e 10, serviti nei primi anni proprio con le motrici della serie a cui appartiene la 116.

 Il più antico tram storico ancora funzionante a Torino, che ha 110 anni, conserva intatto tutto il suo fascino.

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