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Domenica, 23 Gennaio 2022
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Littizzetto, la lettera contro la violenza sulle donne: “Devono essere credute e protette”

L’ultimo intervento a “Che tempo che fa”

Giovedì 25 novembre è stata la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Luciana Littizzetto, nell’intervento a “Che tempo che fa” di domenica 28 novembre manda una lettera allo Stato chiedendo che agisca e faccia effettivamente qualcosa per impedire che le donne siano vittime di violenza.

“Caro Stato, non gassoso, non interessante, ma Stato dei diritti dove è diritto di ciascuno sentirsi protetti e per copia conoscenza ai 622 deputati e deputate che lunedì non erano presenti al discorso della ministra Bonetti.

Caro Stato, tu fai cose bellissime come la campagna di vaccinazione, i bonus bebè, i posti auto per i disabili, i calendari dei carabinieri ma c'è una cosa su cui dovresti impegnarti di più. Sai quante sono le donne in Italia? Il 51,3% e tante, tantissime di loro ogni giorno sono picchiate, minacciate, calpestate e spesso uccise da un compagno o un marito violento. Si chiama femminicidio e il femminicidio, caro Stato, non è quasi mai un evento imprevedibile. Per questo le donne quando denunciano devono essere credute e protette da subito perchè mentre la giustizia è lenta, la violenza è molto, molto veloce.

Le donne possono fare il primo passo denunciando ma poi non puoi dare a loro la responsabilità di salvarsi. Sei tu che lo devi fare Stato mio. Sono 109 le donne uccise fino a oggi, più o meno quanto la platea di persone che ho davanti questa sera. Fanno qualcosa come una donna uccisa ogni 3 giorni, l'8% in più rispetto al 2020.

Di queste donne 93 sono state uccise in ambito famigliare o affettivo. Questo significa che il mostro non è là fuori ma è in casa.

Però poi sono le donne che dopo aver denunciato devono nascondersi, scappare, andare nelle case rifugio, andare nei centri anti violenza, che Dio li benedica, lo Stato li sostenga, cambiare identità e città.

Ma perchè, perchè a pagare una doppia pena è sempre la vittima e mai il carnefice?  Dovrebbero essere gli uomini violenti ad andare in un centro antiviolenza, sei violento e noi ti insegniamo a non esserlo più, ma in un posto chiuso dove resti finchè non impari.

Se c'è un leone libero in città scappato dallo zoo, chi mettono in gabbia appena possibile, il leone o i cittadini che sono in pericolo. Non è logico?

Caro Stato non bastano le misure intermedie tipo il divieto di avvicinamento. Ma cosa vuoi che gliene freghi a un pazzo violento che vuole a tutti i costi ucciderti il divieto di avvicinamento. Cosa pensi che faccia che vada in giro con il metro a calcolare la distanza come un geometra del catasto?

Non ci deve poter arrivare a quella casa lì, altrimenti a me donna, passa la voglia di denunciare, lo capisci.

Dovete mettervi intorno a un tavolo e trovare nuove strade. Perchè ora in quella zona grigia tra la denuncia e la condanna i violenti compiono massacri, uccidono le donne, pure i figli e famiglie intere.

Quindi ti prego stato, appena la donna denuncia, il compagno violento deve essere messo in galera o in uno spazio nuovo che ci inventiamo apposta, una comunità di recupero, un centro di accoglienza, un luogo controllato che gli impedisca di nuocere.

Però bisogna toglierli dalla circolazione subito perchè sono criminali, persone che non possono vivere in mezzo agli altri come se avessero preso una multa per divieto di sosta. Oppure dobbiamo realizzare dei programmi di protezione rigorosi.

Tu Stato lo fai per i mafiosi che decidono di collaborare. Fallo anche per le donne. É impossibile? Allora metti alle donne minacciate una guardia del corpo subito. Oltre al bonus bici, al bonus terme, un bonus bodyguard, che piantona la casa, difende e protegge. I politici ne hanno 3-4 a testa e le donne minacciate di morte no. Perchè no. Ci sono guardie persino davanti a Zara dove non ho mai visto nessuno alzare le mani se non per arraffare un golfino in saldo.

Togli qualche buttafuori dal Papeete non lo so. Dici che non ci sono le forze? Troviamole, stanziamo dei soldi, formiamo delle persone che possono fare questo nuovo mestiere. Ci siamo inventati il Green Pass che ci invidiano in tutto il mondo e presto anche il Super Green Pass perchè non inventiamo anche un no-pass-pass in carne e ossa, un no pass grande e gross.

Hai 365 giorni per combinare qualcosa caro Stato, ma devi farlo con la stessa velocità con cui mandi le cartelle esattoriali. Perchè sappiamo bene che quando vuoi il culo lo muovi. Il rosso è il colore delle vittime delle violenze, vogliamo che tra un anno torni a essere solo qualcosa di bello. Il colore delle fragole, delle ciliegie e dei vestiti da donna di San Valentino.­­­­­­"

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