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Giovedì, 26 Maggio 2022
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Littizzetto, la letterina a Berlusconi: “Abbiamo bisogno di un padre che ci unisca, non di un papi che ci divida”

L’intervento della comica torinese sulla rinuncia del Cavaliere alla corsa alla presidenza della Repubblica

La corsa al Quirinale è al centro del dibattito pubblico e diventa protagonista anche dell’ultima puntata di “Che Tempo che fa”. Anche Luciana Littizzetto ha voluto dire la sua sull’elezione con cui verrà scelto il successore di Sergio Mattarella.

La comica torinese, da anni ospite del programma condotto da Fabio Fazio, ha prima detto che “ci vuole uno superpartes, uno che metta d’accordo tutti.”

Poi ha, ironicamente, indicato la persona che possiede queste caratteristiche: il maestro Peppe Vessicchio.

“Dimmi se c’è un italiano che non lo ama – ha detto Littizzetto -. Sarebbe il primo presidente della Repubblica con la barba e poi sta bene sui soldi eventualmente, un po’ come Verdi. Vessicchio si intende di accordi, come suona lui l’inno di Mameli non lo suona nessuno, poi posa la bacchetta e fa il suo discorso. Sarebbe figo”, ha scherzato.

Ma la vera notizia del giorno, nella puntata andata in onda domenica 23 gennaio, è il ritiro di Silvio Berlusconi dalla corsa per il Quirinale. Al Cavaliere Littizzetto dedica la consueta letterina.

“Ieri c’è stato il grande ritiro di Berlu” - esordisce Lucianina – “pare che oggi sia un po’ con il morale sotto i tacchi, 6 cm dentro e 4 fuori e quindi io ho preparato una letterina per lui.”

“Caro Berlu,

Silvio per gli amici, padrone d'Italia e Italia Uno, esimio Cavalier d'armi e d'amori, sultano d'Occidente, grande papi, papi ciulo, ciulo in senso buono. 'C'è posta per te' e non è un avviso di garanzia, scialla. Alla fine hai deciso, hai sciolto la tiritera e ti ritiri. Da solo ti sei candidato e da solo ti sei trombato, hai fatto tutto te, che di quello te ne intendi.

So che è una delusione, anche per me che faccio la comica, credimi, avere un Berlu per sette anni al Quirinale sarebbe stato vincere facile. Sette anni di me e di te, la pacchia vera, perché tu zampilli battute come un pozzo petrolifero in Qatar.

Anche io avrei tanto voluto vedere la tua foto appesa negli uffici della magistratura e della guardia di finanza. Anche io avrei tanto voluto sentire il tuo discorso di Capodanno con qualche nuova barzelletta dal sapore forte, magari quella del gorilla che si siede sul Minipimer o quella della commessa del negozio di scarpe che fa vedere al cliente come si tira fuori la linguetta.

Però posso dire: meglio così. Sei già stato tante volte presidente. Della Fininvest, di Mediaset, del Milan, del Monza, della Mondadori, presidente di Forza Italia, presidente del Consiglio, persino presidente operaio, che cavolo. Puoi anche andare in pensione. Hai idea di quanto ti danno di Tfr?

E poi due soldi da parte ce li hai, lo vorrebbe sapere anche la finanza dove, ma di sicuro tu lo sai. Che altro Telegatto ti può dare la vita che non ti ha già dato. Hai pure una morosa che ha 54 anni meno di te. Sei l’unico fidanzato d’Italia che potrebbe essere genitore dei suoi suoceri.

Poi, caro Berlu, hai una bella famiglia, pensa a Verdini che è il suocero di Salvini e alla fortuna che hai avuto tu con la Toffanin.

Ti spiace non avere la tua foto negli uffici pubblici? Ma te la mettiamo lo stesso, quale vuoi? Vediamo. Quella con il colbacco di Putin, quella dove fai le corna o quella con gli occhiali come Ray Charles. Scegli tu, la portiamo noi a stampare.

Però credimi hai fatto bene, l’Italia ha bisogno di unità e tu dividi gli italiani come un tanga divide le natiche. Abbiamo bisogno di un padre che ci unisca, non di un papi che ci divida.

E poi hai 85 anni, tanta roba, Silvan. Alla fine del settennato ne avresti avuti 92, come la circonferenza alta di Belen. Hai idea di che agenda aveva Matty che non è proprio un teenager ma che comunque ha 5 anni in meno di te?

Hai idea di quanto sono lunghi i corridoi del Quirinale? Guarda che per salire all'Altare della Patria mica c'è il montascale, lo scoiattolo, devi fare tutto a piedi.

Sei triste perché non sai come passare il tempo? Hai 2000 ville, fai pipì ogni giorno in una villa diversa. Trovati un cantiere, vai a seguire i lavori e se non lo trovi hai abbastanza soldi da fartene uno personale, che ti frega del Quirinale, costruisci Milano 4, Milano 5, Milano 6.

Sfondati di tornei di burraco, vi mettete lì, tu dell’Utri, Confalonieri, Letta, vi giocate un caffè, chi perde si compra la Lavazza, per dire.

Metti su un canile con la Brambilla, fai un disco con Apicella, cura con i tuoi cactus in Sardegna, gioca con il vulcano che hai in giardino, ma non esagerare con le esplosioni perché non vorrei che la Sardegna facesse la fine di Tonga.

Da Presidente della Repubblica avresti avuto nuove tentazioni. Avresti rischiato di conoscere la cugina di Macron, la sorella di Bolsonaro, la nipote di Biden e tu hai già avuto tanti problemi con la nipote di Mubarak. Facci vivere tranquilli, oltretutto la Bocassini è già anche andata in pensione.

Caro Berlu dalla vita hai già avuto tanto, non pretendere di più e ricorda il detto dei latini: ‘In Mediaset stat virtus’. Vivi la vita tua e datti pace. Sempre tua, senatrice gran dama, Littizzetto Luciana.”

P.S. Secondo me potevi fare solo un anno, così io e gli altri comici finivamo il mutuo e potevamo metterci d’accordo.

P.P.S Solo per sapere. Ma tutti i regali che hai fatto per ingraziarti i politici in questi giorni, glieli lasci o te li riprendi?

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