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Giuseppe e Emiliana, 50 anni d'amore e il dramma del Covid: la storia

La lettera del Sindaco di Giaveno

"Questa coppia che ha scelto Giaveno ci insegna che anche nei momenti più difficili e tristi, può bastare poco per cambiare la vita a qualcuno. La cura, il sostegno, l’aiuto, magari una voce amica, fanno la differenza. Abbiamo bisogno di imparare tanto dai nostri anziani e dalle loro storie. Abbiamo il dovere di star loro vicino, proteggerli e curarli".

E' uno dei passaggi più intensi della lettera che il Sindaco di Giaveno, Carlo Giacone ha scritto per ringraziare Giuseppe e Emiliana, una coppia giavenese che ha voluto fare una donazione alla Caritas grazie alla quale cibo e aiuto possono essere donati a chi ne ha più bisogno. Grazie al loro sostegno, che integra lo stanziamento del Comune, si possono eseguire i tamponi rapidi.

Giuseppe e Emiliana sono una coppia sempre molto generosa, che ama il bene e la vita. Stanno insieme da 50 anni, hanno affrontato tutte le difficoltà della vita.

Giuseppe, nel 1943, a soli due anni, ha affrontato il viaggio in Italia dall’Etiopia, dov’era nato, sulla “nave bianca” Vulcania. Una nave della Croce Rossa in cui gli Inglesi avevano stipato donne e bambini, cacciandoli dall’Africa. Nave piena di malattie e pidocchi, attaccata dai cannoni in mare nonostante le insegne di pace. Seppe soltanto anni dopo che il papà era morto; la mamma dovette crescere tutti e tre i figli da sola. Sbarcati a Taranto, risalirono lo Stivale con mezzi di fortuna.

Con Emiliana, che ha dieci anni più di lui, vive un amore fortissimo. I due si sono sposati contro tutti nel 1969, entrambi impiegati alla Reale Mutua di Torino, lei più grande di dieci anni. Da allora non si sono più separati e li ricordo con affetto alla cerimonia di San Valentino per gli anniversari di matrimonio: 50 anni insieme, lui mi dice commosso “è stato il giorno più bello della mia vita”.

Il dramma del Covid

Emiliana ha la sua età e più di un acciacco. Diverse settimane fa, cade in casa e ha un trauma cranico, la ricoverano all’ospedale dove purtroppo contrae il Virus. Il suo corpo è forte, ne ha viste tante, compresa la Seconda Guerra Mondiale, resiste. Per quaranta giorni Emiliana viene spostata in diversi reparti. Lei non riesce a parlare da sola, Giuseppe non può vederla, nemmeno chiamarla, non può confortarla.

"Pensate cosa significa" - scrive il sindaco nella lettera. "Immaginatelo a casa da solo. A temere il peggio. Immaginate anche lei, senza la voce amica e amata".

Poche settimane fa Emiliana è stata trasferita al reparto Covid del CAVS di Giaveno. "Quando Giuseppe me lo racconta - scrive il Sindaco - riusciamo, grazie allo splendido personale del nostro polo sanitario, e in particolare alla caposala Marinella, a organizzare un paio di videochiamate, a distanza di una decina di giorni. La vede, non è in grandissima forma, ma è viva e la vede. Attraverso lo schermo vede il suo viso, il viso della sua Emiliana e con la sua voce cerca di esserle vicino, cerca di rincuorarla e le chiede di tornare a casa".

"Ora Emiliana è a casa e il recupero non sarà facile. Ma questa è una coppia forte, più forte di mille ostacoli che le sono capitati nella vita. Dovrebbero studiare il DNA dei nostri grandi anziani…".

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