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Crodo omaggia l’inventore del Crodino: ora è cittadino onorario

Il papà dell’analcolico biondo

Chiodi di garofano, cardamomo, coriandolo, vaniglia e noce moscata, lasciati riposare in botti di rovere per sei mesi. Sono questi alcuni degli ingredienti della ricetta segreta del crodino. La ‘formula’ dell’analcolico biondo che fa impazzire il mondo la inventò nel 1965 Maurizio Gozzellino, originario di Saluzzo, 86 anni, che oggi vive a Torino.

Fu lui, in qualità di responsabile del Reparto Sciroppi delle Terme di Crodo, a ricevere da Piero Ginocchi il compito di riformulare le bibite prodotte e creare nuove bevande ed aperitivi.

Crodo, l’inventore del Crodino diventa cittadino onorario

Ginocchi negli anni 30 era proprietario della Società anonima Terme di Crodo. Il suo successo nacque da una grande intuizione, quella di commercializzare l'acqua termale.

 L’acqua Crodo ebbe un primo successo negli anni ’50, quando iniziò anche la produzione di bevande come tamarindo, chinotto e Crodo cola. Ma l’imprenditore della Terme di Crodo capì presto che il vero mercato il vero boom sarebbe arrivato solo con un prodotto capace di fare la differenza sul mercato. Maurizio Gozzellino azzeccò la formula perfetta, creando una bevanda che sarebbe stata capace di conquistare generazioni di italiani.

Mancava solo il nome. Il Crodino fu battezzato così, in onore proprio della  città di Crodo, per la felice intuizione di un dirigente della Terme di Crodo, Policarpo Cane. Del resto le proprietà terapeutiche delle acque termali del comune ossolano, il principale centro abitato della Valle Antigorio, sono note sin dall’antichità.

Per omaggiare Maurizio Gozzellino, l’inventore del Crodino, l'amministrazione guidata dal sindaco Ermanno Savoia ha deciso di conferire la cittadinanza onoraria a Maurizio Gozzelino, l’inventore del crodino.

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