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Carbonara-day, la 'sentenza' degli italiani: se c'è il pomodoro non è carbonara

La pasta più amata

Oggi, martedì 6 aprile si festeggia il #Carbonaraday. La "spaghettata social" più grande del mondo è dedicata al piatto di pasta più amato e condiviso. Ad oggi oltre 1.4 milioni sono i contenuti su Instagram dell'hashtag #Carbonara. Ideato dai pastai di Unione Italiana Food e supportato IPO – International Pasta Organisation, il #CarbonaraDay ha raggiunto in 5 anni una platea potenziale di oltre 1 miliardo di persone, diventando appuntamento imperdibile per food influencer, media, cuochi e appassionati che desiderano condividere opinioni a proposito di questo piatto e, più in generale, sul rapporto tra tradizione e contaminazione in cucina.

Puristi vs Innovatori

Ma cosa significa #MyCarbonara? Per i puristi esiste solo una maniera per farla e 5 ingredienti canonici: pasta, guanciale, pecorino, uovo, pepe. Gli innovatori invece credono che, essendo la pasta un piatto versatile, non debbano esserci limiti alle reinterpretazioni di questa ricetta. La verità sta nel mezzo: non esiste la carbonara perfetta, ma quella "perfetta per me”. #MyCarbonara, appunto. A patto, s'intende, che il tocco dell'autore rispetti lo spirito della ricetta originale.

Carbonara, la nascita e le polemiche

Forse la Carbonara è così amata e replicata perché le sue origini sono incerte. Per alcuni  sarebbe nata nel 1944 dall'incontro fra la pasta italiana e gli ingredienti della 'Razione K' dei soldati americani (tuorlo d'uovo in polvere e bacon). Risalendo la Penisola, i militari americani accompagnavano la 'Razione K' agli spaghetti per integrare la dose di carboidrati. Una curiosità: l'inventore della Razione K è proprio quell'Ancel Keys, che, anni dopo, avrebbe "scoperto” la dieta mediterranea.

 Questa tesi è supportata anche da Marco Guarnaschelli Gotti, autore della Grande Enciclopedia della Gastronomia. Una seconda ipotesi ne attribuisce la paternità ai carbonai appenninici (carbonari in romanesco), che lo preparavano usando ingredienti di facile reperibilità e conservazione. La carbonara in questo caso sarebbe l'evoluzione del piatto detto 'cacio e ova', di origini laziali e abruzzesi. Un'ultima ipotesi ricondurrebbe la genesi della ricetta alla cucina napoletana, individuando nel trattato del 1837 Cucina teorico-pratica di Ippolito Cavalcanti una possibile origine della pietanza.

Secondo Riccardo Felicetti, Presidente dei Pastai di Unione Italiana Food, "La Carbonara è il piatto preferito di molti… e anche il mio. Fantasia o necessità possono dare vita a ricette ispirate a questo piatto. Ma allora non chiamatela Carbonara. La Carbonara è una sola, come Venezia. Poi ognuno ha i suoi segreti e l'equazione della Carbonara ideale deriva da gusti personali o abitudini familiari. Quest'anno vogliamo far vedere che anche usando solo gli ingredienti classici si può ottenere la Carbonara 'perfetta per me'.”

L'amore per la carbonara i suoi 5 ingredienti e le infinite variazioni di gusto sono tra i pochi punti fermi, quelle certezze condivise da tutti gli italiani. 9 su 10, infatti, non hanno nessun dubbio e bocciano la ricetta proposta dal New York Times, la Smoky Tomato Carbonara americana: se c'è il pomodoro non è carbonara.

Chi si scandalizza per le ricette horror di oltre confine farebbe bene a leggere ricettari d'epoca. Nella ricostruzione dello storico della gastronomia Luca Cesari, la Carbonara fa la sua comparsa sulle riviste di cucina negli anni Cinquanta e nella sua storia è stata preparata con prosciutto (o coppa) e funghi; con uova, parmigiano e vongole; con aglio, gruviera e parmigiano. E che dire della versione di Ugo Tognazzi, con panna, peperoncino e brandy, cucinata per centinaia di americani durante un tour promozionale negli States?

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