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La prima cella a idrogeno in Italia sarà all'aeroporto di Torino: un passo chiave in direzione green

Permetterà un risparmio di emissioni di CO2 pari a 1.630 tonnellate all’anno, equivalenti a 1 milione di viaggi in auto sulla tratta Torino centro-aeroporto

L'aeroporto di Torino prosegue nel suo percorso di sostenibilità ambientale.  Negli ultimi 10 anni al Torino Airport c'è stato un calo dei consumi complessivi di energia elettrica del 32%, un -20% di consumo di combustibile da riscaldamento e -45% di emissioni di CO2. Dal primo gennaio dello scorso anno, inoltre, l’energia elettrica acquistata è al 100% derivante da fonti rinnovabili.

Per perseguire l’obiettivo di azzerare le emissioni entro il 2050, riuscendo se possibile ad anticipare questa data, Sagat, il gestore dell'aeroporto di Torino Caselle e Snam, la controllata Renovit, hanno sottoscritto un accordo per realizzare un impianto in grado di produrre energia elettrica dall'idrogeno.

La soluzione di cogenerazione proposta dal gruppo Snam è stata selezionata da Sagat nello scorso mese di aprile.

Questa consentirà all’Aeroporto di Torino di autoprodurre energia elettrica, termica e frigorifera a parziale copertura dei propri fabbisogni energetici, attualmente pari a 17.000 MWh per l’energia elettrica e 8.714 MWh per l’energia termica.

Grazie all’implementazione di una cella a idrogeno (fuel cell hydrogen-ready) lo scalo aderirà ai più elevati standard di efficienza e sostenibilità ambientale, in linea con il proprio obiettivo di dare la massima accelerazione alla riduzione delle emissioni nette prima del 2050. Già oggi il 100% dell’energia elettrica fornita all’Aeroporto di Torino è proveniente da fonti rinnovabili certificate ed il progetto consentirà fin da subito di migliorarne ulteriormente l’efficienza energetica. Il valore del contratto oggetto di affidamento ammonterà a circa 14 milioni di euro.

Aeroporto di Torino: a Caselle la prima cella a idrogeno in Italia

La cella a idrogeno, che sarà installata presso lo scalo di Torino nel secondo trimestre del 2023, sarà la prima in Italia per dimensioni e tipologia. Si tratta di un impianto cogenerativo da 1,2 Mw di energia elettrica e 840 kWh di calore ogni ora e potrà essere alimentato con idrogeno miscelato, fino al 40% in volume, con gas naturale. Rispetto alla cogenerazione tradizionale, l’utilizzo della fuel cell alimentata a gas naturale garantisce il sostanziale annullamento delle emissioni di particolato e un risparmio di emissioni di CO2 pari a 1.630 tonnellate all’anno, equivalenti a 1 milione di viaggi in auto sulla tratta Torino centro-aeroporto.

 L’alimentazione della fuel cell tramite idrogeno e biometano consente l’ulteriore abbattimento di emissioni climalteranti.

La cella a combustibile è studiata e sviluppata dalla Business Unit Hydrogen di Snam in partnership con l'americana Fuel Cell Energy. "L'idrogeno - spiega l'amministratore delegato di Snam Marco Alverà - avrà un ruolo chiave nel perseguimento dell'obiettivo delle zero emissioni nette in molteplici settori, incluse le infrastrutture aeroportuali e portuali". "Con questo accordo - sottolinea - forniamo all'aeroporto di Torino una soluzione energetica efficace e innovativa in grado di abbattere da subito le emissioni e di integrare quantitativi crescenti di idrogeno per il raggiungimento della neutralità carbonica".

"L'implementazione di questa soluzione - commenta l'amministratore delegato di Torino Airport Andrea Andorno - rappresenta il progetto di punta del nostro programma di sostenibilità Torino Green Airport, annunciato a luglio scorso e che raggruppa tutte le iniziative di sostenibilità dello scalo, volte alla riduzione dei consumi e delle emissioni ambientali, confermando il nostro impegno concreto in questa direzione".

Il progetto, inoltre, consentirà a Sagat di "anticipare l'obiettivo di azzeramento delle emissioni rispetto al 2050".

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