Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Scuola

Cancro al polmone, premiato ricercatore Unito che intende ottimizzare i tempi della diagnostica molecolare

Assegnato da Pfizer a Paolo Bironzo, del Dipartimento di Oncologia, un finanziamento di 150mila dollari per la realizzazione del progetto IMPACT

 Paolo Bironzo, ricercatore del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino, ha vinto un bando internazionale su base competitiva promosso dall’azienda farmaceutica Pfizer. Gli è stato assegnato un finanziamento di 150.000 dollari per la realizzazione del progetto “IMPACT: Innovative Molecular Platform for Advanced lung Cancer Treatment”. L’obiettivo è ottimizzare i tempi della diagnostica molecolare in pazienti con cancro del polmone. Il progetto IMPACT mira a ridurre il tempo di ritardo tra diagnosi (spoke center) e risultati dei test molecolari (hub di laboratorio).

“I test molecolari per il carcinoma polmonare in stadio avanzato sono talora condizionati da lunghi tempi di risposta. Le linee guida internazionali suggeriscono che tutti i pazienti con cancro polmonare ad istologia non squamosa - spiega il dr. Bironzo - dovrebbero essere valutati per almeno cinque principali bio-marcatori prima di iniziare il trattamento sistemico iniziale”. 

“Tuttavia, diversi studi suggeriscono che fino al 50% dei pazienti trattati in ospedali di comunità non ricevono questo tipo di informazione, quando iniziano i trattamenti di prima linea- aggiunge la Prof.ssa Silvia Novello, docente di Oncologia medica e responsabile dei programmi di Oncologia toracica all’Azienda Ospedaliero-Universitaria San Luigi Gonzaga -. L'avvento delle piattaforme di sequenziamento genico ha aumentato la possibilità di testare più alterazioni genetiche utilizzando un solo test, risparmiando così tempo e tessuto. Non tutti i centri sono, però, attualmente in grado di eseguire queste costose analisi”.

“Il laboratorio di diagnostica molecolare coordinato dal Prof. Marco Volante, docente di Anatomia patologica, fornisce diagnostica molecolare per altre tre unità oncologiche inserite nello stesso distretto. Poiché i campioni diagnostici devono essere inviati dai centri coinvolti al laboratorio centrale, e quindi elaborati, il tempo intercorso tra procedure diagnostiche e i risultati dei test molecolari può registrare ritardi nell'avvio della terapia di prima linea e così un maggiore disagio nei pazienti in attesa dei risultati”, spiegano da Unito.

Il progetto IMPACT mira a ridurre il tempo di ritardo tra diagnosi (spoke center) e risultati dei test molecolari (hub di laboratorio). Ciò avrà un impatto sui percorsi terapeutici del paziente riducendo i tempi di inizio del trattamento. Il progetto darà l'opportunità ai componenti del gruppo multidisciplinare di ciascuna istituzione di tracciare in tempo reale l’iter dei campioni diagnostici. Infine, la possibilità di richiedere una valutazione virtuale del gruppo multidisciplinare di esperti aiuterà nella selezione delle strategie di trattamento in caso di alterazioni rare (ad es. fusioni NRG1, mutazioni HER2).  

L’innovazione del progetto consiste nella realizzazione di una piattaforma virtuale per condividere l'agenda delle procedure diagnostiche, le caratteristiche cliniche dei pazienti (ad esempio età, sesso, abitudine al fumo) e i risultati delle indagini molecolari tra i centri cooperanti. Inoltre, i patologi interagiranno utilizzando vetrini digitali per la valutazione dell'adeguatezza dei tessuti a distanza nei casi ove il materiale diagnostico può apparire problematico in termini di qualità del tessuto ottenuto tramite biopsia del tumore.
 

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