Le sculture dei guerrieri luminosi di Richi Ferrero vegliano sul cielo di Torino

A dar man forte al Grande Guerriero, dal 2006 su uno stabile di corso Matteotti, è arrivato Sagittaurus. L'installazione domina con la sua luce sulla città, dai tetti di corso Massimo D'Azeglio, all'angolo con corso Vittorio.

Torino può dire di avere degli angeli custodi decisamente particolari. A ideare le vedette della città - alte, sottili e luminose - ci ha pensato Richi Ferrero con le sue innovative creazioni di luce. Le installazioni, sporgendosi dai tetti del capoluogo, ridisegnano il profilo della notte.

A dar man forte al Grande Guerriero, collocato nel 2006 al piano più alto di uno stabile di corso Matteotti, è arrivato Sagittaurus. La scultura da qualche giorno veglia sulla città dai tetti di corso Massimo D'Azeglio, all'angolo con corso Vittorio.

L'opera, commissionata dal Gruppo Building di Piero Boffa, coniuga le figure del guerriero armato di arco e frecce con il Toro, ricordando così il popolo dei Taurini, gli antichi abitanti delle foreste tra i fiumi Po, Dora e Stura. Proprio qui sorse il primo nucleo della città di Torino.

Ma Torino avrà presto un'altra vedetta. Non appena dal Gruppo Building verrà concluso il recupero di Lagrange12, il palazzo all’angolo tra via Giolitti e via Lagrange, sul suo attico sarà infatti collocata una terza scultura pronta a vegliare insieme alle altre sul capoluogo sabaudo.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Piemonte in zona arancione da domenica 29 novembre: cosa cambia

  • Torino, abbraccia e bacia una bambina di sette anni al parco: arrestato

  • Piemonte, con indice RT sotto 1, verso la zona arancione. Cirio: “Non è un risultato, ma un passo”

  • Meteo, Torino e il Piemonte avvolti dall'aria artica dalla Groenlandia: è in arrivo la neve

  • Come cambia il mercato immobiliare di Torino dopo il lockdown: l'analisi quartiere per quartiere

  • Inizia la Lotteria degli scontrini: cosa bisogna fare per avere i codici e vincere fino a 5 milioni

Torna su
TorinoToday è in caricamento